Addio a Ciampi, il presidente che ha portato l’Italia nell’euro

 ›  ›  ›  ›  › Addio a Ciampi, il presidente che ha portato l’Italia nell’euro

Attualità,Editoriali,Politica,Primo Piano

Addio a Ciampi, il presidente che ha portato l’Italia nell’euro

ex_Presidente_della_Repubblica_carlo_Azeglio_Ciampi

Ha amato la patria proprio come sua moglie, donna Franca. Ha unito un paese e lavorato per l’entrata dell’Italia nell’euro. Ha fatto scelte importanti e non sempre facili. Non è stato mai spinto dal potere ma dal senso del dovere e dal rispetto per gli italiani che, dal 1999 al 2006 ha rappresentato, difeso, rimproverato e realmente voluto bene. La scomparsa dell’emerito presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il presidente più amato dagli italiani dopo Sandro Pertini, l’uomo venuto dalla Banca d’Italia che cercò di riconsegnare agli italiani il sentimento patriottico nazionale, ha fatto dimenticare per un giorno il trambusto tutto italiano creato dal referendum, i problemi dell’Europa ancora troppo debole e sempre più concentrata sulla moneta piuttosto che sugli uomini. Ciampi volle fortemente l’adesione dell’Italia all’euro fin dall’inizio dell’avventura della moneta unica nel 1999, nonostante il dissenso espresso dal tedesco Theo Waigel e impose al Paese una marcia forzata per ridurre il deficit e rientrare nei criteri di Maastricht. Scommetteva sul fatto che i mercati avrebbero premiato l’entrata nella moneta unica e che l’Italia avrebbe risparmiato tanti soldi, compensando lo sforzo di risanamento di bilancio con la caduta dei tassi d’interesse sul debito pubblico e quella odiata “tassa sull’Europa” (poi in parte restituita). Scelte prese di comune accordo con l’allora presidente del Consiglio Romano Prodi. Ciampi credeva fortemente, come l’ex presidente della Commissione europea Jacques Delors, che l’euro avrebbe costretto gli Stati membri a proseguire rapidamente verso l’integrazione politica. Allo stesso tempo era consapevole del fatto che l’Uem era un’unione monetaria ma non ancora economica, che bisognava correggerla e completarla, come oggi è evidente a tutti, salvo ai tedeschi che continuano a opporsi a qualunque cambiamento.
Governatore della Banca d’Italia, ministro del Tesoro del governo D’Alema e Prodi, l’emerito presidente della Repubblica Ciampi è stato una delle figure nelle quali gli italiani hanno riposto grande fiducia. Una scomparsa che ha toccato tutti a partire dal presidente della Repubblica, Sergio Matterella. «Gli italiani – ha dichiarato – hanno “apprezzato e amato” quel presidente dallo” stile istituzionale, con la sua fedeltà alla democrazia e alla Costituzione, sempre attento alle parti più svantaggiate della società, sempre appassionato in quel lavoro di rafforzamento dei fili che legano il nostro popolo».
«L’abbraccio del governo alla signora Franca. E un pensiero grato all’uomo delle istituzioni che ha servito con passione l’Italia #Ciampi». Su Twitter il premier Matteo Renzi, in visita a Bratislava per il vertice informale del Consiglio europeo, ha fatto sentire la sua vicinanza alla famiglia Ciampi. Un pensiero twittato poco prima del messaggio di Papa Francesco, che ha ricordato Ciampi come l’uomo che «ricoprì le pubbliche responsabilità con signorile discrezione e forte senso dello Stato” ma soprattutto “la sincera amicizia che legava questo illustre uomo delle istituzioni a San Giovanni Paolo II, elevo fervide preghiere di suffragio invocando dal Signore per la sua anima la pace eterna».
Tanti i pensieri rivolti al presidente emerito che hanno offuscato quelle parole, seppur schiette decisamente inappropriate, di Matteo Salvini. Dai ministri Padoan, Pinotti, Alfano, agli industriali, agli amici di sempre come il fondatore del quotidiano La Repubblica, Eugenio Scalfari, il primo a varcare il cancello della clinica Pio XI dove si è spento a novantacinque anni l’amico di sempre, malato da tempo di Parkinson.
Cordoglio per la scomparsa di un servitore della patria è stato espresso anche dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, anche lui a Bratislava con Renzi al vertice dell’Ue a Ventisette, che avrebbe dovuto far ripartire il processo d’integrazione europea senza il Regno Unito.
«Con Carlo Azeglio Ciampi- ha scritto Juncker– perdiamo un grande Italiano e un grande Europeo, un esempio di integrità morale, passione civile e impegno politico. La sua attività di presidente della Repubblica e, precedentemente, di Presidente del Consiglio, Ministro dell’Economia italiano e Governatore della Banca d’Italia sarà ricordata a lungo. Ha assunto le più alte responsabilità nelle istituzioni italiane in momenti difficili della storia del suo Paese ed è stato sempre protagonista attivo del progetto europeo, guidato dalla visione di un’Italia più forte dentro un’Europa più unita. Ricordo, in particolare, quanto importanti furono i contributi della sua saggezza, intelligenza, carica umana e autorevolezza nelle tappe cruciali che portarono alla creazione dell’euro. Carlo Azeglio Ciampi– ha concluso Juncker – fu un Europeo devoto e orgoglioso, un presidente italiano che volle sempre vedere accostata la bandiera europea al tricolore».
La necessità di portare a compimento il processo d’integrazione europea, quel “sogno europeo” in cui Ciampi credeva di più anche perché lo vedeva come un modo per costringere l’Italia a modernizzarsi e a eliminare la corruzione e il clientelismo dalla vita pubblica. L’euro oggi non ha realizzato tutti gli obiettivi che si proponeva e in certi casi quegli obiettivi li ha addirittura allontanati. Sotto la leadership tedesca, dal 2010 a oggi, l’euro sembra dividere più che integrare i popoli.  Ma certo non è questa la moneta unica che voleva Ciampi e i capi dei 27 Stati, che si sono riuniti a Bratislava avrebbero dovuto, pensando a Ciampi, ricordare il perché dell’incontro, soprattutto il perché dell’Unione Europea come l’avevano pensata Spinelli, De Gasperi, Adenauere, Bech, Beyen, Churchill, Hallstein, Mansholt, Monnet, Schuman, Spaak e come la desiderava Ciampi.

 


© Riproduzione riservata

Addio a Ciampi, il presidente che ha portato l’Italia nell’euro Reviewed by on 16 settembre 2016 .

Ha amato la patria proprio come sua moglie, donna Franca. Ha unito un paese e lavorato per l’entrata dell’Italia nell’euro. Ha fatto scelte importanti e non sempre facili. Non è stato mai spinto dal potere ma dal senso del dovere e dal rispetto per gli italiani che, dal 1999 al 2006 ha rappresentato, difeso, rimproverato

Il Progetto

Testata regolarmente registrata presso il tribunale di Vibo Valentia (VV), Ck12 è un progetto la cui forza risiede solo nella passione e nella professionalità delle persone coinvolte. La testata si prefigge di informare ma allo stesso tempo di comunicare e promuovere, accendendo i riflettori e dando voce a tutti, soprattutto a chi spesso non ha la forza di arrivare ad un ampio pubblico.