I leader europei si fanno messaggeri del Papa. Juncker spiega il motivo del nuovo incarico a Figel’

 ›  ›  ›  ›  › I leader europei si fanno messaggeri del Papa. Juncker spiega il motivo del nuovo incarico a Figel’

Attualità,Cityjournalist,Editoriali,Primo Piano

I leader europei si fanno messaggeri del Papa. Juncker spiega il motivo del nuovo incarico a Figel’

Juncker-Schulz-Vaticano

<Ci faremo portatori del messaggio del Santo Padre in tutte le capitali europee>. In una dichiarazione fatta ai giornalisti subito dopo la cerimonia di conferimento del premio Carlo Magno, il Presidente del Parlamento Martin Schulz e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker hanno dimostrato l’efficacia delle parole di Papa Francesco che, ancora una volta, ha puntato dritto al cuore di politici e civili.
La conferenza, organizzata a Roma sulla terrazza dell’hotel residenza Paolo VI, si è concentrata sul premio Carlo Magno, anche se non sono mancate riflessioni sui problemi che riguardano tutta l’Europa e che ne stanno mettendo a rischio la stabilità.
<Il discorso del Santo Padre– ha dichiarato Juncker – si riallaccia a quello tenuto a Strasburgo nel novembre del 2014. Già all’epoca ci aveva esortato a una maggiore solidarietà, anche se non ha avuto lo stesso effetto in tutte le capitali. Bisogna dire che ci sono europei a tempo pieno, altri che sono ancora europei a tempo parziale e devo dire che son proprio loro che avrebbero il tempo utile per imparare ancora qualcosa. Parole, quelle del Santo Padre, che incoraggiano il Parlamento europeo e la Commissione a non fermarsi e a continuare l’edificazione dell’Unione Europea>.
Riflessioni, quelle di Bergoglio, che hanno lasciato senza parole anche il Presidente Martin Schulz che ha confessato di esser rimasto impressionato non solo dal discorso del Papa, ma soprattutto dalle sue conclusioni, con la lista dei sogni per l’Unione Europea.
<E’ stata una grandissima ispirazione – ha dichiarato – sapere che il Pontefice desidera che ci si impegni per una maggiore integrazione e questo in contrasto con l’evoluzione che vediamo al momento attuale cioè un riaffermarsi degli stati nazionali. Mi ha colpito in particolare la sua preoccupazione per la generazione dei giovani che pur essendo quella meglio educata di tutti i tempi è però disoccupata e questo è un elemento di distruzione della nostra società ed è un elemento chiave con il quale dobbiamo confrontarci>.
Dall’esortazione di Francesco a ritrovare un’identità culturale dell’Europa, il presidente Schulz è partito per fare un breve intervento sul problema dell’immigrazione. <Guardiamo la diversità che abbiamo sul nostro continente da tanti punti di vista. Ciò che emerge è uno squilibrio, una grande eterogeneità che costituisce una ricchezza ma anche un problema. Penso che a breve dovremmo cercare di compensare questo squilibro macro-economico e soprattutto la distribuzione della ricchezza. Credo che siano soprattutto i populisti a metter in forse questa nostra diversità>.
<Ci sono – ha proseguito il Presidente del Parlamento europeo – dei capi di governo che pensano di non essere coinvolti nella questione dei profughi, liquidando tutto come un problema prettamente tedesco. Io penso che sono proprio loro che dovrebbero leggere attentamente il discorso del Papa. Un milione di profughi- ha spiegato Schulz – distribuito su 508milioni di persone non è niente se si distribuiscono su 28 nazioni. Ma se sono distribuiti solo a cinque o sei nazioni allora è un vero problema. Sono proprio quelli che non accolgono i profughi che si permettono la critica che noi dell’Unione Europea siamo inefficienti e questo è proprio il cinismo che è stato anche menzionato nel suo discorso dal Santo Padre>.
Sulla proposta di Matteo Renzi della “migration compact” Juncker ha bloccato le domande dei giornalisti, limitandosi solo a dire che: <la proposta di Renzi della migration compact indica la direzione giusta. Io – ha proseguito – non farò un commento sul finanziamento o attraverso eurobond o attraverso africabond o qualunque altra cosa. In ogni caso il migration compact corrisponde all’agenda che la commissione europea ha già da parecchi mesi scritto e iniziato ad adottare>. La mattinata si è conclusa con un accenno al nuovo incarico affidato dal presidente Juncker a Ján Figeľ, ex Commissario responsabile per l’Istruzione, la formazione, la cultura e la gioventù, nel periodo 2004-2009, che da qualche giorno è primo inviato speciale per la promozione della libertà di religione e di credo al di fuori dell’Unione europea. Una figura istituita dopo la preoccupante escalation di persecuzione di cristiani. Altri ringraziamenti ed elogi sono andati al sindaco di Aquisgrana, Marcel Philipp e alla fondazione Carlo Magno, rappresentata da Jürgen Linden per aver potato a Roma la giornata conclusiva che si è trasformata in una vera festa ma anche un’occasione per parlare del futuro, o meglio di ciò che dovrebbe esser la Nuova Europa, basata sempre sui principi e gli ideali dei suoi padri fondatori.

 

 


© Riproduzione riservata

I leader europei si fanno messaggeri del Papa. Juncker spiega il motivo del nuovo incarico a Figel’ Reviewed by on 6 maggio 2016 .

<Ci faremo portatori del messaggio del Santo Padre in tutte le capitali europee>. In una dichiarazione fatta ai giornalisti subito dopo la cerimonia di conferimento del premio Carlo Magno, il Presidente del Parlamento Martin Schulz e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker hanno dimostrato l’efficacia delle parole di Papa Francesco che, ancora una volta,

Il Progetto

Testata regolarmente registrata presso il tribunale di Vibo Valentia (VV), Ck12 è un progetto la cui forza risiede solo nella passione e nella professionalità delle persone coinvolte. La testata si prefigge di informare ma allo stesso tempo di comunicare e promuovere, accendendo i riflettori e dando voce a tutti, soprattutto a chi spesso non ha la forza di arrivare ad un ampio pubblico.