Il gruppo S&D si incontra a Roma per discutere sull’UEM

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Il gruppo S&D si incontra a Roma per discutere sull’UEM

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Berlinghieri su UEM: documento incompleto. Occorrono scelte coraggiose per creare un nuovo motore di sviluppo europeo

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«Per arrivare ad un’Europa all’altezza della scena globale occorrono scelte politiche coraggiose in tempi brevi e la creazione di un potere politico a livello di zona euro, che preveda un trasferimento di sovranità dagli Stati Membri alla federazione europea nei campi indispensabili a gestire la moneta, la finanza e soprattutto l’economia reale, con riflessi positivi sull’occupazione e sul miglioramento della qualità di vita di tutti i cittadini europei.»

Sono le parole del deputato Marina Belinghieri, Capogruppo PD della Commissione permanente XIV Politiche Unione Europea e membro del Gruppo S&D, a margine del Workshop, svolto in “Aula Difesa” del Senato della Repubblica e organizzato dal gruppo dei Socialisti e Democratici del Parlamento europeo per discutere su Rapporto che delinea la futura architettura dell’UEM, pubblicato il 22 giugno scorso. Un incontro tra rappresentanti politici ed esperti della materia dal chiaro esito positivo, vista la decisione finale di calendarizzare gli incontri e non fare di quello romano un evento isolato. Presenziato da Maria João Rodrigues, Vice Presidente del Gruppo S&D, Sandro GoziSottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega agli Affari Europei, Patrizia Toia, Capo della delegazione italiana del gruppo S&D, Paolo Guerrieri, membro del Senato Italiano, il workshop ha visto partecipare attivamente gli europarlamentari Mercedes Bresso, Roberto Gualtieri, Pervence Berès, il senatore Paolo Guerrieri, l’On. Marina Berlinghieri, l’On. Marco Causi, Filippo Taddei, il Prof. Andrea Boitani ed il Prof. Salvatore Bragantini.

Toia, Rodrigues

«Il gruppo si è trovato concorde nel considerare insoddisfacente il documento a firma dei 5 Presidenti, che appare incompleto e che ci vede uniti nel chiedere una profonda revisione dell’Unione Economica e Monetaria Europea. L’eurozona non è riuscita a raggiungere gli obiettivi principali dell’unione Europea in termini di crescita sostenibile, di occupazione, di progresso sociale, di coesione e stabilità. A ciò si aggiungono le grandi sfide dei mercati e delle economie globali, che l’Europa può affrontare solo con scelte e impostazioni di strategie politiche più coraggiose di quelle che in realtà sono contenute nel documento del 22 giugno.
Il Rapporto a firma di Juncker, Dijsselbloem, Tusk, Draghi e Schulz prevede dei tempi biblici per ciò che attiene al completamento dell’Unione monetaria, che sono del tutto inadeguati rispetto alla velocità dei processi politici ed economici.
Cosa ancor più grave
– sottolinea la Berlinghieri non si presume nulla sulla creazione di un nuovo motore di sviluppo europeo. Il documento, infatti, affronta solo gli aspetti del completamento dell’unione monetaria legati all’unione bancaria e ad alcuni strumenti del mondo finanziario ma non presenta una strategia complessiva che abbracci anche altre sfere oltre quella monetaria, per la quale si limita ad enunciati di principio.
Come possiamo affrontare –
si chiede la Berlinghieri – una governance dell’euro senza pensare a politiche energetiche, ad una seria politica estera dell’Unione Europea, all’Europa come un mercato unico e a politiche di investimento e di crescita? Mi riferisco, ad esempio, ad un piano industriale serio per rilanciare la competitività delle nostre imprese. È chiaro che questo pone dei problemi e che la strada non sarà sicuramente facile da percorrere, ma se veramente abbiamo intenzione di arrestare la marginalizzazione dell’UE nel panorama mondiale, occorre che i membri dell’UE affrontino il tema del trasferimento di sovranità e che, quindi, ogni Stato trasferisca una parte del proprio potere decisionale a livello europeo. Soltanto se ogni Stato Membro abbandona la logica di interesse nazionale per condividere con gli altri un reale e concreto pensiero, si potrà arrivare ad un bilancio unico dell’Unione Europea che possa avere entrate e fare investimenti a favore di alcune politiche, così come realizzare una crescita sostenibile ed equilibrata, con una piena occupazione e un progresso sociale che coinvolga tutti gli Stati membri e non si attui a macchia di leopardo.»
Le riflessioni emerse nel corso dell’incontro romano, hanno portato il gruppo S&D ad evidenziare la mancanza di coesione economica, sociale e territoriale e, più in generale, a discutere sulle carenze di un documento che si presenta come un “lavoro incompleto”.
Secondo Patrizia Toia, Capodelegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo, «Occorre affrontare con decisione il tema di un’efficace governance della zona euro, dotandola di strumenti democratici come un Parlamento – cioè deputati già eletti nel Parlamento europeo – e dandole obiettivi di crescita e lavoro, cercando di creare convergenza tra aree più sviluppate e aree meno sviluppate.»

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Della stessa opinione l’on. Berlinghieri che ha rafforzato il discorso della Toia. «Oggi è il tempo del coraggio e nella costruzione di un pensiero condiviso devono responsabilizzarsi anche le famiglie politiche. Il nostro impegno come gruppo S&D è quello di dialogare con i vari partiti che compongono questa famiglia dentro i diversi Stati nazionali, affinché si arrivi coesi e con un pensiero univoco nei luoghi dove si prendono decisioni importanti. Sono consapevole che è un cammino difficile e che in questo momento sono molte le spinte a tornare indietro, ma – conclude il deputato PD – sono altrettanto consapevole che questo tempo di crisi deve diventare il tempo del coraggio, il “tempo opportuno” per decidere davvero che cosa l’Europa vuole diventare. Non fosse altro per il fatto che il mondo va avanti anche senza di noi!»

Il documento in tre punti

Il documento “Completare l’Unione Economica e Monetaria dell’Europa”, presenta un piano strategico per l’approfondimento dell’Unione Economica e Monetaria (UEM), da realizzarsi fra il 1 luglio 2015 e il 2025.

Il piano è strutturato in tre fasi distinte:

  • fase 1, “approfondire facendo” (1 luglio 2015-30 giugno 2017), utilizzare gli strumenti esistenti e i vigenti Trattati per rilanciare la competitività e la convergenza strutturale, attuare politiche di bilancio responsabili a livello sia nazionale che di zona Euro, completare l’Unione finanziaria e rafforzare il controllo democratico. Alla fine di questa fase la Commissione presenterà un Libro Bianco mirato a definire le principali azioni da completare nella successiva fase, basandosi sulle determinazioni assunte da un appositamente incaricato gruppo consultivo di esperti;
  • fase 2, “completare l’UEM”, saranno avviati interventi di più ampia portata per rendere il processo di convergenza più vincolante, ad esempio attraverso una serie di parametri di riferimento per la convergenza decisi di comune accordo, che avrebbero carattere giuridico, e la creazione di una tesoreria comune per la zona Euro;
  • fase finale (al più tardi entro il 2025), una volta che tutte le misure saranno pienamente in atto, una UEM autentica ed approfondita costituirebbe il contesto stabile e prospero per tutti i cittadini degli Stati Membri dell’Unione europea che condividono la moneta unica, attraente ed aperto all’adesione degli altri Stati Membri dell’UE se lo desiderano.

Fra i principali temi trattati dal documento si possono annoverare: la volontà di creare un’Unione economica di convergenza, crescita e occupazione; l’istituzione di “autorità nazionali per la competitività”; la realizzazione di un’Unione finanziaria e di bilancio, al fine di rafforzare l’UEM, la stabilità e la crescita dell’Unione Europea; la volontà di rafforzare il controllo democratico, la legittimità europea e le Istituzioni.

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Il gruppo S&D si incontra a Roma per discutere sull’UEM Reviewed by on 17 luglio 2015 .

Berlinghieri su UEM: documento incompleto. Occorrono scelte coraggiose per creare un nuovo motore di sviluppo europeo «Per arrivare ad un’Europa all’altezza della scena globale occorrono scelte politiche coraggiose in tempi brevi e la creazione di un potere politico a livello di zona euro, che preveda un trasferimento di sovranità dagli Stati Membri alla federazione europea

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