Legittima difesa: chi pensa ai cittadini?

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Legittima difesa: chi pensa ai cittadini?

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Nonostante i voti contrari di leghisti, Forza Italia, alfaniani e Movimento 5 Stelle per ampliare la non punibilità di chi reagisce al ladro in casa, con 225 voti favorevoli, 166 contrari e 11 astenuti, è stata approvata dalla Camera, nella seduta del 4 maggio, la proposta di legge sulla legittima difesa che, adesso, passerà all’esame del Senato e, se dovesse essere approvata in via definitiva dal Parlamento italiano, andrà a modificare gli articoli 52 e 59 del codice penale.
Il primo dei due articoli riguarda proprio la legittima difesa, mentre il secondo tratta le circostanze del reato ed è stato presentato del renziano Davide Ermini.
Con le nuove modifiche al codice penale si concede la possibilità di sparare in caso di aggressione notturna e di violenza e introduce il concetto di “grave turbamento psichico” come attenuante, anche se l’ultima decisione in merito spetterà sempre a un giudice. Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.
Poco prima e subito dopo il voto, i deputati di Fratelli d’Italia e della Lega hanno esposto cartelli con su scritto “la difesa è sempre legittima”. La Lega durante la trattativa politica sul provvedimento si è battuta per l’approvazione di un emendamento che introducesse la presunzione di proporzionalità tra offesa e difesa in molti casi. Per questo motivo, nel momento dell’approvazione del testo alla Camera, Matteo Salvini è stato addirittura allontanato dalle tribune riservate al pubblico della Camera, dopo che ha gridato “vergogna, vergogna”, mentre la presidente Laura Boldrini lo esortava a non urlare in tribuna e dai banchi del Pd qualcuno gli dava del «Buffone».
Tra i più contrari alla proposta passata alla Camera i deputati del Movimento 5 Stelle. Il dibattito sulla legittima difesa è stato, a loro dire «puramente basato sulla propaganda elettorale dimenticando la realtà. La premessa che si deve fare – si legge nel sito ufficiale del M5S – è che lo Stato deve garantire sicurezza e giustizia ai cittadini, e non il contrario, cioè che i cittadini debbano garantire sicurezza e giustizia a sé stessi. In quest’ottica spetta al Governo sopperire al deficit di agenti, strutture e risorse alle forze dell’ordine a cui mancano circa 40.000 unità, oltre alla mancanza cronica di equipaggiamento e dotazioni adeguate. In questi anni abbiamo assistito a tagli alla pubblica sicurezza, e quindi di agenti sul territorio. Un dato drammatico è che, a parità di reati commessi nel corso degli anni, sono diminuite le denunce. Il motivo è molto semplice: per molti reati soprattutto quelli predatori, cioè furti e rapine per intenderci, i cittadini non hanno più fiducia nella giustizia e quindi non denunciano più».
Al di là degli sviluppi e delle singole posizioni dei partiti, l’unico certezza è che concetti fondamentali per il cittadino, come la legittima difesa, il diritto “inviolabile” alla vita e all’incolumità personale, siano ridotti da valori assoluti a motivo di bagarre politica tipica di studi televisivi piuttosto che di aule parlamentari dove, va ricordato, i politici dovrebbero esser “rappresentanti del popolo”.


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Legittima difesa: chi pensa ai cittadini? Reviewed by on 5 maggio 2017 .

Nonostante i voti contrari di leghisti, Forza Italia, alfaniani e Movimento 5 Stelle per ampliare la non punibilità di chi reagisce al ladro in casa, con 225 voti favorevoli, 166 contrari e 11 astenuti, è stata approvata dalla Camera, nella seduta del 4 maggio, la proposta di legge sulla legittima difesa che, adesso, passerà all’esame

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