Non si placano gli incendi sul Vesuvio

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Non si placano gli incendi sul Vesuvio

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La lunga serie di incendi alle pendici del Vesuvio sorti verso il 10 luglio scorso, hanno prodotto danni inimmaginabili che hanno intaccato anche molte zone di grande interesse storico-ambientale quali il Parco Nazionale del Vesuvio ed il Cratere degli Astroni, oasi WWF. Benché questi ultimi siano in via di spegnimento, altri focolai invece sembrano sorgere a macchia di leopardo.

Tre aerei antincendio canadair, squadre di Vigili del fuoco e della Protezione civile, stanno lavorando al meglio per spegnere i roghi di Ottaviano, Ercolano e Torre del Greco. È proprio in questo ultimo punto che noi di CK12.it ci siamo recati per effettuare alcuni scatti fotografici al fine di “catturare” la gravità della situazione. In questa zona molte sono le abitazioni fatte evacuare a causa anche dell’aria irrespirabile e moltissimi sono i danni ambientali arrecati al territorio.

Sulle vere ragioni di questi incendi dolosi, i dubbi restano tanti (forse pure troppi), ma resta di certo una sola certezza: le fiamme hanno largamente distrutto migliaia di ettari di bosco e di macchia mediterranea, ma non solo: le fiamme hanno anche sterminato moltissimi animali, tanto che su di una nota testata giornalistica campana è apparsa la notizia che alcuni animali domestici siano stati addirittura utilizzati come torce viventi per la propagazione degli incendi, cosa rivelatasi poi una grottesca ed enorme fake news, forse per certi versi anch’essa creata ad hoc.

Come ci spiega una nostra fonte della Protezione civile, in quelle zone sono presenti molte tane naturali di volpi e conigli giganti, ed è ovvio dunque che essi siano rimasti vittima degli incendi. Forse questo ha potuto indurre i giornalisti a credere che siano stati utilizzati animali come torce viventi. In più, ci svela la nostra fonte, non è da escludere che la vasta presenza di pini sul territorio, abbia favorito per certi versi la propagazione dei focolai, poiché la resina contenuta al loro interno è altamente infiammabile. Condizioni amplificate ulteriormente anche dalla presenza del vento, che non è di aiuto in questa delicata situazione.

Ma se dunque è stato appurato che l’origine di questi incendi non è scaturita naturalmente, quali sono allora le ragioni che hanno portato a questo atto doloso?

Una interessante ipotesi ci è suggerita da un’altra fonte, una Guida turistica, che ci svela che dietro questi incendi si possano nascondere gli interessi economici della criminalità organizzata. Poiché ogni anno il Vesuvio è meta turistica di milioni di visitatori da ogni parte del mondo, molto probabilmente, il mancato raggiungimento di un “accordo” tra gruppi di guide turistiche e criminalità locale, ha potuto forse portare a questa eclatante “intimidazione”.

Tra la balla giornalistica degli animali usati come torce viventi ed i fantasiosi aiuti francesi ricevuti grazie all’intervento diretto del Vicepresidente della Camera, l’unica cosa certa è che – come si può constatare dalle foto – questi incendi hanno trasformato le verdeggianti pendici del Vesuvio in una sorta di deserto lunare fatto di alberi carbonizzati e un pallido tappeto di ceneri d’ogni tipo, comprese quelle di amianto.


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Non si placano gli incendi sul Vesuvio Reviewed by on 16 luglio 2017 .

La lunga serie di incendi alle pendici del Vesuvio sorti verso il 10 luglio scorso, hanno prodotto danni inimmaginabili che hanno intaccato anche molte zone di grande interesse storico-ambientale quali il Parco Nazionale del Vesuvio ed il Cratere degli Astroni, oasi WWF. Benché questi ultimi siano in via di spegnimento, altri focolai invece sembrano sorgere a macchia di leopardo. Tre

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