Premio giornalistico Franco Giustolisi. Presentata la II edizione tra riflessioni e novità

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Premio giornalistico Franco Giustolisi. Presentata la II edizione tra riflessioni e novità

Conferenza stampa di presentazione dell'Associazione "Archivio Franco Giustolisi - ONLUS" e della seconda edizione del premio di giornalismo "Giustizia e verità - Franco Giustolisi"

L’amore per la verità e per la giustizia. Questo è l’eredità che ha lasciato Franco Giustolisi e che, a due anni dalla sua morte, muove il premio giornalistico a lui intitolato “Giustizia e Verità – Franco Giustolisi”, giunto alla sua seconda edizione. Un premio – a cui si potrà partecipare fino al 31 agosto 2016 – che, attraverso il ricordo di una firma storica italiana, vuole dare il giusto riconoscimento al miglior giornalismo d’inchiesta.
La presentazione, ospitata nel pomeriggio dell’8 giugno a Palazzo Madama, nella Sala Caduti di Nassirya, è stata aperta dal Presidente  Pietro Grasso che ha ricordato Giustolisi .
«Non dimenticherò mai Franco – ha dichiarato – che nei tanti anni della professione ha affrontato quasi tutte le pagine drammatiche della storia del nostro paese: dal banditismo sardo ai sequestri di persona in Calabria, lo scandalo di Banco Ambrosiano la vita e la morte di Calvi, il caso Mattei, le inchieste sulla mafia, sul terrorismo, sulla P2 o quella intervista che riuscì a fare in esclusiva a Licio Gelli. Sono pagine indimenticabili del nostro Paese, della nostra storia e del giornalismo.
Non è un caso – ha proseguito Grassoche la prima edizione del premio si sia tenuta a Sant’Anna di Stazzema e non è un caso che la seconda si terrà a Marzabotto, proprio per quella felice intuizione degli organizzatori di non legare il premio ad una città, ma di toccare tutti quei luoghi dove ci sono state stragi nazi fasciste
Un elogio anche all’Archivio Franco Giustolisi Onlus che per il presidente è «il modo migliore di onorare la memoria e mantenere vivo il ricordo di Franco, uno dei grandi rappresentanti del giornalismo d’inchiesta che ha sempre concepito la propria professione come una vera missione. Oggi è una giornata che serve a commemorare il passato ma – ha concluso il Presidente prima di congedarsi – anche a guardare al futuro, a una nuova generazione di cronisti, un’occasione che vuole raccogliere i frutti di quei semi lasciati da Franco. Semi che sono visibili come valori che tutti i cronisti devono certamente praticare: coraggio, passione, determinazione, lo scrupolo della verifica, il non piegarsi anche quando si sa di pagare un prezzo alto o quando si sa di correre un rischio
A seguire il presidente della giuria, Roberto Martinelli, che ha spiegato il motivo del suo incarico. «Ho accettato – ha dichiarato – per il rapporto che mi lega a Franco e che risale ai tempo del “Il Giorno”, dove si pensava ancora che il nostro mestiere fosse al servizio del cittadino. L’amicizia e la stima a questo amico-collega è per tutto quello che ha fatto.» Partendo da una riflessione sulla professione giornalistica a partire dal valore da attribuire alle parole “Giustizia e Verità”, Martinelli ha concluso con una certezza: «I giovani devono riprende a credere e fare sì che questo mestiere ritorni ad essere quello di prima, dobbiamo aiutarli a riaprire non soltanto quegli “armadi della vergogna” di un tempo, ma anche i tanti armadi della vergogna che ancora oggi sono rimasti o sono stati chiusi su tanti episodi dei nostri giorni. Penso che questo sia il suggerimento, l’invito, l’augurio che questa associazione, questi premi debbono suggerire a tutti noi. Io – ha concluso come un giornalista deve e sa fare – farò il possibile per aiutare i giovani a trovare e raggiungere questo traguardo
La parola è passata a Giovanni Maria Flick, introdotto dalla moderatrice Virginia Piccolillo. Il professore, Ministro di Grazia e Giustizia del Governo Prodi I e Presidente della Corte Costituzionale dal 2008 al 2009, ha ricordato e sottolineato come «la via italiana alla democrazia è passata per l’antifascismo e la memoria, deve continuare a passare per la verità e la giustizia, deve continuare ad occuparsi dei tanti armadi della vergogna, deve mettersi in testa che, ad esempio, una piaga nazionale come la corruzione non può venire risolta e tacitata esclusivamente con la delega della repressione dei giudici penali o con la prevenzione attraverso leggi. Va sconfitta – ha proseguito – attraverso una cultura della reputazione e della vergogna che impone di aprire o di riaprire qualche volta quegli armadi. Sono questi gli obiettivi del premio di giornalismo intitolato a Franco Giustolisi, è questo il modo migliore per onorarne la passione, la fatica e l’impegno, per dimostrargli gratitudine per quanto ha potuto dire e soprattutto per quanto ha saputo fare.»
Tante le novità della seconda edizione e del progetto in memoria di Franco Giustolisi. A spiegarli la figlia, Livia Giustolisi. Partendo dal nuovo sito e dalla spiegazione della copertina in home, ha raccontato i perché della scelta di Marzabotto e lo ha fatto con un aneddoto ovviamente legato al padre. «Nei gironi dell’anniversario di Marzabotto papà era in clinica ed era molto rammaricato di non poter essere sul campo a fare il suo lavoro. Nei gironi seguenti alla radio trasmisero il discorso inviato da mio padre al Sindaco. Lui – ha ricordato con commozione – non amava la tecnologia e pur di inviare la sua lettera, chiese agli infermieri di aiutarlo e dettò loro il discorso, da scrivere su smartphone e che inviò via mail alla segreteria del Sindaco di Marzabotto.» Il premio, per come è nato ed è stato pensato, vuole esser un «viaggio ideale alla ricerca della giustizia e della verità sulla scia dell’armadio della vergogna. Inoltre a papà sarebbe piaciuto molto che tutte le città avessero la stessa dignità, la stessa luce avuta da Stazzema, ecco perché non abbiamo legato il premio ad un luogo. Sarà in occasione della premiazione che sveleremo il Comune che ospiterà l’edizione successiva.» Una breve spiegazione anche circa la nascita dell’Archivio voluto dal presidente Grasso a cui sono andati i ringraziamenti della Giustolisi. Ed infine i nuovi premi che, quest’anno, saranno quattro: “Giustizia e Verità” patrocinato dal Comune che patrocinerà l’iniziativa, Premio Senato “Fuori dall’Armadio”, Premio Speciale della Giuria e Premio Editoriale.
Tanti gli interventi: Bruno Manfellotto, Vincenzo Vita, Francesca Mannocchi .
«Senza memoria non siamo niente», ha esordito così il giornalista Sergio Rizzo, uno dei tre vincitori, con il collega Stella, della prima edizione che ha sfruttato l’occasione per ricordare una delle tante stragi dimenticate, una su tutte quella avvenuta a Casalduni il 14 agosto 1861 quando i bersaglieri uccisero 400 persone e ne bruciarono le case. Una ferita che è rimasta aperta per 150 anni fino a quando Giuliano Amato, designato dal Presidente della Repubblica Napolitano, si recò nel Comune a chiedere finalmente scusa. Un ricordo del passato per ritornare al grande lavoro svolto da Franco Giustolisi e per sottolinearne l’importanza e il grande insegnamento che ha lasciato alle generazioni successive. Rizzo ha concluso però con la stessa frase di apertura, un breve intervento ma carico di valore: «Occorre non dimenticare che senza la memoria non siamo niente e che il nostro vero compito è quello di rinfrescarla sempre perché è l’unica cosa che ci consente ancora di poter pensare anche al futuro.»
Presenti in Senato il Sindaco di Marzabotto, Romano Franchi, il Vice Sindaco, Valentina Cuppi, il Presidente del Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto, Valter Cardi e il Presidente dell’Associazione familiari delle vittime, Gianluca Luccarini.

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Premio giornalistico Franco Giustolisi. Presentata la II edizione tra riflessioni e novità Reviewed by on 8 giugno 2016 .

L’amore per la verità e per la giustizia. Questo è l’eredità che ha lasciato Franco Giustolisi e che, a due anni dalla sua morte, muove il premio giornalistico a lui intitolato “Giustizia e Verità – Franco Giustolisi”, giunto alla sua seconda edizione. Un premio – a cui si potrà partecipare fino al 31 agosto 2016

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