Responsabilità Sociale d’Impresa: l’Italia procede spedita e non si fa trovare impreparata

 ›  ›  ›  › Responsabilità Sociale d’Impresa: l’Italia procede spedita e non si fa trovare impreparata

EuroVision,Primo Piano,Società & Ambiente

Responsabilità Sociale d’Impresa: l’Italia procede spedita e non si fa trovare impreparata

rsi-locandina

Responsabilità Sociale d’Impresa come dimensione chiave della competitività e sostenibilità sociale e culturale, e come caratteristiche di fondo dell’industria italiana. È la risposta all’esigenza di una vera svolta nell’attività imprenditoriale, anche di quella italiana, ed è l’argomento centrale dell’incontro dal titolo: “Responsabilità Sociale d’Impresa: a che punto è l’Italia?”, svoltosi  presso la Sala del Refettorio in via del Seminario a Roma e coordinato dagli onorevoli PD Paolo Coppola e Chiara Scuvera, al quale sono intervenuti Roberto Orsi, Giovanni Lombardo, Sandro Gozi, Gianluca Benamati, Marina Berlinghieri e Silvia Fregolent.

Ciò che caratterizza l’approccio alla Responsabilità Sociale d’Impresa, per come riportato tra gli obiettivi della Direttiva 2014/95/UE, è una visione di insieme che porta le imprese a guardare non più allo sviluppo delle proprie attività e all’incremento degli utili ma alle esigenze dei territori su cui operano, tutelando l’ambiente, promuovendo la parità di genere e puntando su trasparenza e accountability delle grandi e medie imprese europee, incluse quelle italiane, anche come contrasto al malaffare, all’illegalità e alla corruzione.

Un cambiamento responsabile che alcune imprese hanno già fatto spontaneamente e che a breve sarà obbligatorio anche per tutte le altre che operano su territorio europeo e che hanno al loro interno più di 500 dipendenti. In Italia, l’iter che prevede l’approvazione della legge da parte delle due Camere e l’emanazione di un decreto legislativo entro l’ottobre 2016, sta proseguendo molto bene avendo già i pareri positivi delle Commissioni parlamentari competenti. A confermarlo il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sandro Gozi che ha indicato l’agosto 2016 come termine ultimo per mettere a punto la direttiva Ue, già diventa provvedimento di governo, legge delega.

Nel corso del convegno sono emersi molti punti che l’Italia dovrà affrontare per licenziare una legge in linea con le peculiarità del comparto imprenditoriale, a partire da quali settori saranno interessati e quali aziende dovranno dar comunicazioni non di carattere finanziario, visto che in Italia si parla per lo più di medie e piccole imprese.

Questi i punti salienti che l’On. Scuvera ha cercato di chiarire: «La direttiva si rivolge alle grandi imprese e ancora si sta ragionando su quali settori saranno interessati all’intervento. È chiaro che, in un tessuto territoriale come il nostro, fondato su piccole e medie imprese, questo processo potrà riguardare un numero esiguo di imprese ma estendersi alle filiere, che dovranno avere gli stessi obblighi.»

Occorre tenere presente che ci sono tante aziende che spontaneamente hanno adottato comportamenti socialmente responsabili ed il governo, come dichiara l’On. Scuvera «deve ragionare non solo sotto il profilo dell’adempimento ma anche degli incentivi. Ci sono delle premialità diffuse, come ad esempio iniziative che si fanno nel sistema camerale (azioni camerali, valorizzazione marchi e made in Italy), ma non c’è oggi un incentivo fiscale. Dovremo probabilmente ragionare anche su una premialità fiscale delle imprese socialmente responsabili.»

convegno-rsi

«È importante – prosegue l’onorevole – che si passi dalla logica dell’adempimento a quella dell’incentivo e che sia lanciato il messaggio positivo che investendo in diritti dei lavoratori, parità di genere, diritti umani, l’azienda cresce e quindi l’Italia può esser effettivamente un driver a livello europeo sulla sostenibilità.» Per la Scuvera ciò che è importante in Italia è fare della Responsabilità Sociale d’Impresa un argomento da affrontare trasversalmente.

La strada non sarà sicuramente in discesa visto che, incentivando gli imprenditori e le rispettive filiere ad adottare comportamenti socialmente responsabili, ci si scontrerà, inevitabilmente, con i poteri forti, quelli della criminalità organizzata che basano la propria forza su attività totalmente irresponsabili.

Un passo importante e impegnativo che l’Italia è però pronta a fare, motivata anche da molte aziende che spontaneamente hanno portato il Paese in una posizione di leadership in fatto di Company Social Responsability (CSR).

Occorre ricordare, come fatto dall’On. Scuvera che le imprese socialmente responsabili, quindi quelle che innovano dal punto di vista dell’ambiente e della gestione del personale, sono quelle che hanno una maggiore opportunità di competitività sia per l’innovazione che per le vendite, visto che ci si confrontano con consumatori sempre più attenti, informati e sensibili ai comportamenti adottati dalle aziende.

Di approccio strategico al tema della RSI ha parlato anche l’On. Berlinghieri, da tempo convinta che «un approccio responsabile è importante per la crescita delle imprese e per la loro competitività, prima ancora che per la società. Aziende socialmente responsabili basano la propria attività creando ed elevando, nel lungo termine, i livelli di fiducia tra i lavoratori, i consumi e i cittadini. Ciò facendo, determinano un contesto in cui le stesse imprese possono innovare e crescere, prevedere meglio e valorizzare le aspettative della società e le condizioni operative in rapida trasformazione.»

Una vera e propria rivoluzione culturale, dunque, che porti le imprese a guardare non solo e non più allo sviluppo delle proprie attività ma anche alle esigenze dei territori in cui operano e ai consumatori, sempre più attenti e sensibili. È importante che si mantenga e non vada degenerando ne mutando un concetto base della Responsabilità Sociale di impresa. Quello cioè di non esser una scorciatoia per il successo aziendale, ma un investimento che può pagare a lungo termine. Integrando la RSI in modo più strategico e consapevole le aziende potranno meglio cogliere questi vantaggi e l’Italia emergere, in Europa, su un argomento molto delicato che rappresenta la base per lo sviluppo futuro.


© Riproduzione riservata

Responsabilità Sociale d’Impresa: l’Italia procede spedita e non si fa trovare impreparata Reviewed by on 27 luglio 2015 .

Responsabilità Sociale d’Impresa come dimensione chiave della competitività e sostenibilità sociale e culturale, e come caratteristiche di fondo dell’industria italiana. È la risposta all’esigenza di una vera svolta nell’attività imprenditoriale, anche di quella italiana, ed è l’argomento centrale dell’incontro dal titolo: “Responsabilità Sociale d’Impresa: a che punto è l’Italia?”, svoltosi  presso la Sala del Refettorio

Il Progetto

Testata regolarmente registrata presso il tribunale di Vibo Valentia (VV), Ck12 è un progetto la cui forza risiede solo nella passione e nella professionalità delle persone coinvolte. La testata si prefigge di informare ma allo stesso tempo di comunicare e promuovere, accendendo i riflettori e dando voce a tutti, soprattutto a chi spesso non ha la forza di arrivare ad un ampio pubblico.