L’appello di Papa Francesco sul lavoro: “Le famiglie non vanno avanti”

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L’appello di Papa Francesco per il lavoro

Papa Francesco, nell’Angelus della prima domenica di agosto, è tornato, con un accorato appello, su uno dei temi a lui più cari, quello del lavoro. “Auspico che, con l’impegno convergente di tutti i responsabili politici ed economici, si rilanci il lavoro – ha detto dalla finestra di Piazza San Pietro – senza le famiglie e la società non possono andare avanti”. Parole nette, pronunciate con tono dolce ma fermo, parole che, nell’auspicio del pontefice, devono andare dritte al cuore e al cervello di chi è chiamato, con fatti e opere, a risollevare l’economia italiana. E’ di questa settimana il dato che segna un drammatico -12.5 % di Prodotto Interno Lordo dovuto alla pandemia del coronavirus covid-19

Le parole del Pontefice

Ma Papa Francesco non si è limitato ad un appello verbale. Il Santo Padre ha soprattutto sottolineato l’importanza della questione lavoro. Il pontefice ha invocato parole forti come vocazione, dignità indicando la via “ci vuole tanta solidarietà e tanta creatività per risolvere questo problema” ha detto durante la sua omelia. Papa Bergoglio, per rafforzare il proprio ragionamento, ha attinto a piene mani ad un passo del Vangelo del 2 agosto, quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci. A chi soffre, sottolinea il Papa, non possiamo dire “che si arrangino”, ma “che cosa ci offre la Provvidenza da condividere?”.Gesùinsiste il Santo Padrevuole educare alla logica del farsi carico dell’altro. Di non lavarsene le mani”. Il messaggio finale non ammette repliche: “che si arrangino – chiosa l’erede di Pietro – non rientra nel vocabolario cristiano”.

Tra Nicaragua e Medjugore

A margine dell’Angelus Papa Francesco ha rivolto un caro pensiero ai ragazzi del Mladifest di Medjugorje e al popolo del Nicaragua. Ai primi ha ricordato che “in questo clima di relativismo è difficile trovare risposte vere e sicure. Ma non abbiate paura! Cristo vive e vuole che ognuno di voi viva”. Ai secondi, duramente colpiti per l’attentato alla Cattedrale di Managua ha ricordato, quasi urlando: “cari fratelli nicaraguensi vi sono vicino e prego per voi”.

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