Coronavirus, migranti in fuga: il caso finisce in Parlamento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:21
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Migranti in fuga dai centri di accoglienza di tutta Italia, violando le norme sulla quarantena da Coronavirus: il caso finisce in Parlamento.

(Fabrizio Villa/Getty Images)

Sui diversi casi di migranti in fuga dai centri di accoglienza di tutta Italia, violando le norme sulla quarantena e l’isolamento, verrà oggi presentata una interrogazione parlamentare, fatta al ministro Lamorgese. Questo sarà uno degli argomenti del Question Time di oggi, a partire dalle 15 e in diretta dalla Camera anche su Raitre. Oltre alla Lamorgese interverranno su altre questioni i ministri della Salute, Speranza; dell’Agricoltura, Bellanova e per il Mezzogiorno, Provenzano. Chiarimenti sono previsti anche sulle misure di distanziamento sociale sui treni e sull’utilizzo dei fondi del Recovery Fund per il Mezzogiorno.

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La posizione UE sui migranti in fuga violando restrizioni Coronavirus

(Fabrizio Villa/Getty Images)

Nel frattempo, nelle scorse ore, si è consumata l’ennesima fuga da un centro di accoglienza, stavolta da Le Grazie, a Loro Piceno, in provincia di Macerata. Diversi migranti tunisini hanno lasciato dopo solo 10 giorni la struttura, dove erano stati affidati dopo lo sbarco a Lampedusa. Nel gruppo anche un bambino di 7 anni e un ragazzo di 16 anni. L’associazione a cui è stata affidata la gestione dei migranti spiega che in ogni caso nessuno dei fuggitivi, né alcun altro ospite della struttura era risultato positivo al Coronavirus.

Nei giorni scorsi, di “serio rischio per la salute pubblica” derivante da queste fughe aveva parlato Luisa Regimenti, eurodeputata della Lega, indirizzando un’interrogazione alla Commissione Ue. Oggi arriva la risposta della commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson: “Ferma restando l’incidenza temporanea della pandemia di Covid-19 sul sistema italiano di gestione della migrazione e dell’asilo, è importante predisporre piani di emergenza adeguati per far fronte ad eventuali ulteriori arrivi, nel pieno rispetto del diritto internazionale ed europeo. A tale riguardo, la Commissione accoglie con favore le misure adottate dalle autorità italiane, come l’imposizione della quarantena a tutti i nuovi arrivati”. Quindi viene chiesto agli altri Stati membri di “riprendere le collocazioni volontarie”.

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