A restituire, se possibile, in tutta la loro drammaticità gli effetti dell’esplosione occorsa ieri pomeriggio nel Porto di Beirut, in Libano, affluiscono nelle redazioni i video e le immagini dello stato dell’arte ad oggi. E’ impressionante quello che appare agli occhi dei cronisti. Ricordiamo. Sono esplose 2750 tonnellate di nitrato di ammonio che hanno generato un’onda d’urto devastante.
Il primo bilancio parla di più di 100 morti e almeno 4000 feriti ma è un bilancio, tragicamente, destinato ad aumentare. Da segnalare che tre ospedali di Beirut sono risultati completamente distrutti, altri due sono seriamente compromessi e, come segnalato anche dal nostro sito, c’è il serio rischio ambientale. Il biossido di azoto generato dell’esplosione, unito al nitrato, rilascia scorie e tossine capaci di produrre esalazioni potenzialmente mortali. E su tutto il deserto del Porto di Beirut che, è tornato a restituire di se, uno scenario identico a quello del periodo della guerra civile che dal 1975 al 1990 ridusse la terra dei cedri ad un cumulo di macerie fumati. Oggi è come allora, oggi è peggio di allora. Vediamo ora nel dettaglio due video. Come è adesso il porto e come era pochi secondi prima dell’esplosione. Il raffronto è drammatico.
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