Ghiacciaio Planpincieux, l’esperto: “Courmayeur rischia, evoluzione rapida”

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Ghiacciaio Planpincieux, l’esperto: “Courmayeur rischia”

Ghiacciaio Planpincieux Courmayeur

L’evacuazione della Val Ferret, posta in una conca nella zona nord di Courmayeur, in Valle d’Aosta, è iniziata questa mattina all’alba, la drastica e inevitabile scelta, decisa dal sindaco della città, Stefano Miserocchi, di concerto con la Protezione Civile, la Croce Rossa, la Regione e dalle autorità di bacino, è dovuta all’elevato rischio scioglimento del ghiacciaio Planpincieux.

Evacuazione improrogabile

L’evacuazione è stata resa inderogabile, più di settanta persone hanno dovuto abbandonare il proprio tetto, in virtù dell’aumento esponenziale del rischio scioglimento del ghiacciaio Planpincieux posto sulla cima dell’omonimo monte. Una vetta di  circa 1600 metri, sito a circa 5 km del centro abitato di Courmayeur. Drammatiche le parole dell’esperto glaciologo, Valerio Segor, addetto all’assetto idrogeologico dei bacini montani dell’Assessorato valdostano alle Opere Pubbliche.

Le parole dell’esperto: il glaciologo

“Quello in oggetto è un ghiacciaio temperatoha spiegato in conferenza stampa il glaciologo c’è presenza di acqua a contatto che scorre alla base, che d’inverno rigela e rallenta la azione di scioglimento”. L’ acqua, secondo quanto riferisce l’esperto, assolve una funzione lubrificante. Ma in una situazione eccezionale come quella della primavera-estate 2020, con un elevato innalzamento delle temperature, è difficile seguire il movimento del liquido e quindi del ghiacciaio stesso. “La situazione è in continua evoluzione” ribadisce Segor. Il problema che si pone con forza oggi, è stato individuato circa 15 giorni fa, ma l’evoluzione è stata talmente rapida, e consistente, da consigliare alle autorità la drastica misura dell’evacuazione. Si stima che si stiano muovendo circa 500.000 metri cubi di volumetria, una struttura grande come il Duomo di Milano che, se dovesse proseguire con questa velocità, potrebbe staccarsi e abbattersi sulla Val Ferret causando danni incalcolabili. Di qui la scelta di spostare a valle gli abitanti. “C’è stata una evoluzione rapidissima che riteniamo particolarmente preoccupante” ha chiosato il sindaco della città valdostana.

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