Nemmeno nel peggiore degli incubi, i tifosi del Perugia, avrebbe immaginato che, il pomeriggio del 12 agosto, il presidente della propria squadra, Massimiliano Santopadre, sarebbe dovuto comparire in conferenza stampa per caricare l’ambiente in vista del match contro il Pescara, ultimo e decisivo playout per non retrocedere in Serie C. Ma la realtà è questa. Il Perugia, l’incredibile Perugia edizione 2019-2020, una squadra che vanta tra le sue fila il miglior portiere del torneo, Guglielmo Vicario e il secondo classificato nella graduatoria dei bomber della Serie B, Pietro Iemmello, sta lottando, con le unghie e con i denti, per non sprofondare nel baratro della retrocessione. Di questo, e molto altro, ha parlato il patron dei grifoni nella conferenza stampa su Zoom alla quale ha partecipato anche la redazione di Cronaka12. Queste le sue parole.
Metterci la faccia – “Era doveroso metterci la faccia – ha esordito con nettezza Santopadre – venerdì sera il Perugia butterà sangue, non siamo retrocessi e non lo saremo il 14 sera. Io, fino a qui, ci ho messo sempre faccia, cuore e soldi. La mia mission è salvare la categoria, il tempo dei processi lo rinviamo a dopo”.
La mia storia – Aulico, a tratti, il presidente del Perugia mette sul piatto la sua storia personale e di presidente. “Conoscete la mia storia, devo sempre togliermi dalla merda. Ma mi tirerò fuori anche questa volta”. E poi sulla pandemia e il lockdown: “A marzo siamo stati messi a dura prova dalla pandemia. Il mio obiettivo è sempre stato quello di salvare i miei dipendenti”.
La contestazione – Capitolo a parte merita la questione contestazione messa in atto, in maniera peraltro civile, dalla tifoseria locale e sfociata con i colloqui di Cascia dove, Oddo, ha portato in ritiro tutta la rosa. “La contestazione è salutare, i ragazzi venuti a Cascia e hanno fatto un discorso da uomini. Quello che mi da fastidio è chi dice che non sono degno del tatuaggio del Grifo”
Il Grifo tatuato – Qui arriva un attacco diretto, quasi una provocazione, per caricare soprattutto se stesso: “Mi dicono che non mi possono permettere il grifo tatuato sul braccio, bene io lunedì me l’andrò a tatuare sul petto”.
Il futuro – “Il Perugia non finisce la sera del 14 agosto, io sarò qui anche il 15, il 16 e il 17…e oltre. Il Grifo non è una scommessa o un capriccio fa parte della mia vita”.
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