Soldi dallo Stato alla Casaleggio associati: 25.000 euro dal Fondo per le PMI

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Soldi dallo Stato alla “Casaleggio e Associati”

Soldi Stato Casaleggio

In questa calda estate, segnata dalla risalita dei contagi della pandemia da coronavirus Covid-19, non ci sono solo i parlamentari a fare i “furbetti” del bonus ma si segnalano, a vario titolo, anche imprese che potrebbero farne a meno e che, invece, ricorrono ai soldi dell’aiuto di Stato, una di questa è la “Casaleggio e associati”, la società che Davide Casaleggio, 44 anni, ha ereditato dal padre Gianroberto, l’ideatore, con Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle. Vediamo i dettagli.

Il prestito da 25.000 euro

Partiamo da un assunto. Così come per i parlamentari che ne hanno beneficiato, i soldi erogati come aiuto di Stato alla “Casaleggio e associati” non sono reato. E’ nel pieno diritto dell’impresa, come era nel pieno diritto dei parlamentari titolari di Partita IVA. Il tema, semmai, è di opportunità politica. Perché, infatti, ricorrere ad un prestito destinato alle partite IVA e alle piccole e media imprese, non direttamente legate alla politica, quando, nelle proprie casse entrano mensilmente circa 68.000 euro, 816.000 in un anno, per attività legate alla piattaforma Rousseau ?

La risposta non arriva

La risposta, al momento non arriva. La domanda, secca e diretta, quali sono le ragioni della richiesta, l’ha effettuata via mail direttamente alla “Casaleggio e associati” il quotidiano “La Repubblica” che, nell’edizione oggi in edicola, solleva il tema. E informa sui dettagli.  Secondo quanto riporta il quotidiano di Roma lo scorso 20 luglio il Fondo garanzia delle Pmi ha concesso alla ditta di Davide Casaleggio una garanzia di 25.000 euro relativamente ad un prestito erogato dalla Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale. Senza entrare nel merito e nei dettagli tecnici che descrive “La Repubblica”, possiamo però dire con certezza i fondi erogati sono ad tasso molto basso e che il capitale viene rimborsato in sei anni a partire dal 2022. Un vero affare, una boccata di ossigeno per ogni impresa colpita duramente dalla contrazione del giro di affari. Il tema rimane perché beneficiarne, soprattutto quando si hanno ben altre entrate, e perché ricorrere ad un fondo, a capienza limitata, riducendo così la quantità a disposizione di chi non ha altre possibilità? Ai posteri l’ardua sentenza.

 

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