Calciomercato, Messi può arrivare in Italia grazie al Fisco: i motivi

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Calciomercato Messi può arrivare grazie al Fisco

Calciomercato Messi

Tutte le grandi storie d’amore del calcio moderno sono destinate a finire, è il business signori, e pertanto anche operazioni di calciomercato impensabili, come la partenza di Messi dal Barcellona, nel breve spazio di un mattino diventano realtà. Il tema è caldo, caldissimo, tanto che nei trend social l’hashtag #Messi ha superato in numero di ricerche perfino quello dedicato al coronavirus. Ma dove giocherà La Pulce il prossimo anno? Non abbiamo una risposta certa ma qualche ragionamento per capire come può finire si. Vediamolo nel dettaglio.

Il Fisco italiano amico dei Paperoni

Partiamo dalla legge italiana e in particolare da due norme varate dal Governo Renzi e dal Governo Conte. La prima, che sta dando buoni frutti per l’erario italiano, è un codicillo all’ultima legge di bilancio varata dal leader di Italia Viva, con la quale si propone ai ricchi professionisti di prendere la residenza nel Bel Paese in cambio della possibilità di pagare solo 100.000 euro l’anno per le attività svolte oltre confine. Grazie a questa norma tra il 2017 e il 2019 quasi ottocento super ricchi hanno chiesto la residenza in Italia. La seconda, quella varata dal Premier Conte quando guidava l’esecutivo gialloverde M5S e Lega, prevede un regime fiscale particolarmente agevolato per i lavoratori impatriati. Circa il 50% in meno di tasse.

Calciomercato, il valore di Messi

Queste due vicende stanno spingendo l’Inter ad entrare a tutti gli effetti nella corsa a Messi. Il campione argentino ha una clausola rescissoria da 700 milioni di euro che però può essere esercitata solo nell’arco di un limite temporale. Ad oggi, se l’ormai ex capitano del Barcellona vuole partire, deve aiutare la sua futura squadra a presentare un’offerta congrua. Secondo l’autorevole transfermarkt il valore reale di Messi è di circa 125 milioni. Ma è impensabile che Bartomeu o chi per lui, visto che è in corso la raccolta di firme per sfiduciarlo, si sieda al tavolo della trattativa per meno di 250 milioni. Il Manchester City è già in moto ed è pronto a mettere sul piatto 100 milioni cache più i cartellini del difensore Eric Garcia, dell’esterno destro Bernardo Silva e del centravanti Gabriel Jesus. Valore complessivo dell’offerta 245 milioni. A frenare i Citizens il “rimbrotto” della UEFA relativamente al Fair Play Finanziario. I signori del calcio europeo possono tollerare che il giocatore più costoso del mondo vada a giocare nel club che più di tutti ha aggirato la norma?

Le mosse dell’Inter

L’Inter dalla sua ha tre carte da giocare. Delle prime due abbiamo detto, azzerare le tasse sulle attività extra Italia e tassazione al 50% per i guadagni nella Penisola. Un bel biglietto da visita al quale può aggiungersi il fatto che l’Inter ha in casa uno degli oggetti principali del desiderio Blaugrana, Lautaro Martinez. Radio mercato suggerisce, sotto voce, la formula di acquisto. Un’offerta di 100 milioni più il cartellino del Toro. L’Inter in questo caso farebbe uno spericolato all-in. Indebitarsi forte per due esercizi finanziari con il progetto, tramite Messi e le vittorie che con lui possono arrivare, di aumentare il fatturato dagli attuali 377 milioni ad almeno 540. L’operazione è complicatissima ma non impossibile.

Lo scenario folle

Sullo sfondo l’operazione più ardita e più folle, quella del passaggio di Messi alla Juventus. In questo caso ai già citati vantaggi fiscali ci sarebbero due elementi da non sottovalutare. Il primo, Luis Suarez fraterno amico della Pulce. E’ stato messo sul mercato dal Barca a parametro zero. La Juventus ci pensa seriamente. Il secondo il pressing di Cristiano Ronaldo che vuole chiudere la carriera alzando l’ultima Champions… e per farlo avere al fianco due pezzi da 90 come Messi e Suarez sarebbe ottimale. La controindicazione è ovviamente tutta economica. Come farebbe la Juventus a permettersi gli stipendi di Ronaldo, Suarez e Messi? In primis con le cessione di Dybala, Bonucci e Bernardeschi e lo svincolo di Higuain. Plusvalenze per circa 120 milioni di euro e risparmi complessivi per almeno 150. In secundis mettendo in campo il fattore Adidas sponsor tecnico dei bianconeri e dello stesso Messi. La multinazionale di abbigliamento sportivo di Herzogenaurach potrebbe svolgere sulla Juventus lo stesso ruolo che svolgono Qatar Airways ed Ethiad su PSG e City. Una sponsorizzazione monstre capace di coprire gran parte dell’investimento. Il resto arriverebbe dai trofei e dal fatturato. Pensate che il Barca grazie a Messi è arrivato a toccare punte da 850 milioni. Agli Agnelli ne basterebbe la metà. Se sono rose fioriranno.