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Cronaca

Battisti in sciopero della fame, dura reazione dei parenti delle sue vittime

Published by
Giovanni Cardarello

Il terrorista Cesare Battisti inizia lo sciopero della fame

Cesare Battisti, ex terrorista dei PAC Proletari armati per il comunismo, recluso da oltre diciotto mesi in isolamento diurno nel carcere di Oristano, ha iniziato lo sciopero della fame. Lo rivela il suo Avvocato, Davide Steccanella, rendendo pubblica la lettera ricevuta dal Battisti stesso.

Le richieste del terrorista rosso

L’ex terrorista rosso segnala, al proprio avvocato, di aver iniziato la protesta estrema in conseguenza al rifiuto da parte del DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) di essere trasferito in un carcere dove  “siano facilitate le relazioni con i familiari nonché i rapporti professionali atti al sostentamento”. Sempre Battisti, ricorda alla pubblica opinione, di soffrire di epatite B cronica e di insufficienza polmonare. L’ex terrorista sottolinea, infine, di subire una disparità di trattamento rispetto agli altri detenuti nonostante gli sia stato recentemente concesso uno sconto di pena di 45 giorni per buona condotta.

La storia di Cesare Battisti

Ricordiamo che Cesare Battisti si trova nel carcere di Oristano da gennaio 2019 quando fu estradato in Italia dopo l’arresto avvenuto in Brasile. Da diciotto mesi è in isolamento diurno. Battisti è stato condannato all’ergastolo in contumacia per quattro omicidi, due dei quali commessi materialmente e altri due in concorso con altri complici. Fuggito dal carcere di Frosinone nel 1981 Battisti è stato latitante fino al 2018. Si è sempre dichiarato innocente e non ha mai fornito dettagli utili alla formazione di una condanna certa e definitiva. Nel 2019, a 31 anni, dall’esecuzione materiale dei crimini si è dichiarato colpevole confidando negli sconti di pena.

La dura reazione dei parenti delle vittime

Appresa la notizia della sconto di pena e dell’inizio dello sciopero della fame per chiedere ulteriori sconti si è levata forte la reazione dei parenti delle vittime. In particolare Adriano Sabbadin, il figlio di Lino, il giovane macellaio ucciso nel 1979 da Battisti e compagni durante una rapina è stato nettissimo. “E’ ora che Battisti la smetta – dichiara Sabbadin ad adnkronos – Il nostro ergastolo non è ancora finito, il suo è appena iniziato”. Durissima la chiosa del figlio della vittima di Battisti “Deve scontare la sua pena. Punto e basta”.

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