Coronavirus Lazio, i positivi al tampone ci sono davvero: il caso Immobile

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Coronavirus Lazio, i positivi al tampone ci sono: il caso Immobile

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I più maliziosi già li chiamano i “furbetti del tamponcino”, parafrasando la frase che ha consegnato alla storia il sodalizio criminale degli immobiliaristi Stefano Ricucci e Danilo Coppola, i famigerati “furbetti del quartierino”, ma la vicenda si sta facendo seria e rischia di mettere nei guai una della principali società della nostra Serie A, la Lazio di Claudio Lotito e Ciro Immobile, che sulla questione tampone per il coronavirus Covid-19 rischia di scivolare pesantemente. Vediamo perché.

I fatti

Partiamo dai fatti. E’ di questa sera, 6 novembre, la notizia che il laboratorio del Campus Biomedico di Roma ha indicato come positivi al tampone per il coronavirus Covid-19 i giocatori della Lazio Ciro Immobile, Lucas Leiva e Thomas Strakosha. Positivi anche Djavan Anderson e Lazzari spariti misteriosamente dai convocati dal 26 ottobre anche se mai formalmente dichiarati positivi. La Lazio in tal senso ha una comunicazione quasi di stampo sovietico.

Lazio, tre positivi al tampone coronavirus: Immobile, Strakosha e Lucas Leiva

La vicenda non avrebbe particolare eco se non ci fossero i precedenti. E i precedenti segnalano che Ciro Immobile e Lucas Leiva sono scesi in campo domenica 1 novembre nel match dell’Olimpico di Torino vinto contro i granata, tra grandi polemiche, per 3-4. Decisivo il rigore del pari segnato proprio da Immobile. Gli stessi calciatori avevano dovuto saltare la convocazione per i match di Champions League contro il Bruges, 28 ottobre, e contro lo Zenit, 4 novembre, perché risultati positivi ai controlli effettuati dalla Synlab, il laboratorio di riferimento della UEFA. Da segnalare che al tampone effettuato il 31 ottobre con un laboratorio di fiducia della Lazio Ciro Immobile, Lucas Leiva e Thomas Strakosha erano risultati negativi.

Altalena di positività e negatività

Un’altalena di positività e negatività che getta un’ombra sulla condotta della società capitolina. In particolare per il fatto che non è stata data comunicazione ufficiale alla ASL Roma 1, quella competente per le squadra di calcio professionistico nel territorio della Capitale, della situazione. Ricordiamo che senza la comunicazione non si può dare corso al tracciamento alzando il rischio di diffusione del contagio. Altro tema, di non secondaria importanza, è il fatto che Ciro Immobile sia sceso in campo e si sia allenato con un consistente dubbio di positività pendente sulla propria testa.

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Cosa rischia la Lazio

Ora la vicenda rischia seriamente di entrare in un campo che non riguarda solo la giustizia sportiva. La Lazio, infatti, è già sotto indagine da parte della Procura della FIGC e rischia da un ammenda all’esclusione dalla Serie A passando per la penalizzazione e la retrocessione, ma qualora fosse riscontrato un dolo nella condotta la vicenda avrebbe conseguenze inimmaginabili. Il Presidente della Lazio Claudio Lotito grida al complotto contro la sua squadra e annuncia battaglia. L’obiettivo immediato è quello di uniformare i criteri e i laboratori di analisi. L’obiettivo a lungo termine è quello di cancellare una macchia dall’immagine di una società che negli ultimi dieci anni, con scelte oculate ma efficaci, è quella che in Italia ha vinto più di tutti, seconda solo alla Juventus.