Il Governo presieduto da Giuseppe Conte ha approvato nella notte tra il 6 e il 7 novembre il decreto legge cosiddetto Ristori bis, l’atto dell’esecutivo introduce nuove e urgenti misure economiche per fronteggiare i danni della pandemia da coronavirus Covid-19, ma come si dice, fatta la legga trovato l’inganno, emerge pertanto che nelle tabelle di chi ha diritto al ristoro compaiono strane discrepanza come quelle in favore dei sexy shop. Vediamo il dettaglio.
A notare il fatto è l’edizione, oggi in edicola, del quotidiano romano “Il Tempo” il quale segnala ai lettori che il codice Ateco 47.78.94, quello relativo al “commercio al dettaglio di articoli per adulti”, i sexy shop per intenderci, ha diritto ad un ristoro del 200%. Non ci sarebbe nulla di male se non fosse che nello stesso allegato 2 del Decreto categorie, forse, di rilievo socio-economico maggiore come i taxi hanno diritto solo al 100%. Per non tacere dei fondi per il terzo settore anche essi fermi alla metà di quanto erogabile per i sexy shop.
Ovviamente oltre a misure che non esitiamo a definire curiose il Governo Conte vara un provvedimento di importanza vitale per la sopravvivenza di tanti settori dell’economia italiana. Il Decreto parte dall’ampliamento delle categorie che hanno già beneficiato dei contributi a fondo perduto previsti nel Decreto Legge 28 ottobre 2020, numero 137, il cosiddetto Decreto Ristori. Tra le misure principali ricordiamo il rinvio, nelle zone rosse, delle imposte di novembre per i titolari di partite Iva. Il tutto a prescindere dalla quantità di perdita di fatturato. Di grande importanza anche le risorse destinate ai congedi parentali per i genitori che sono costretti a tenere i figli a casa perché impegnati con la didattica a distanza. Nuovi fondi in arrivo anche per per il trasporto pubblico. Il provvedimento varato stanotte ha un valore complessivo di 2,5 miliardi di euro. Speriamo siano almeno sufficienti, la situazione è ben oltre il drammatico.
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