Cura del Covid a casa, la bozza della linea guida da seguire

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Cura del Covid a casa, la bozza della linea guida è pronta ma si lavora ancora per completare il documento

Covid casa
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Agli oggettivi problemi per la cura del Covid tra le mura di casa (in primis la situazione delle medicina territoriale e del medici di base) si sta provvedendo a porre rimedio con il documento “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SarsCov2“, realizzato anche con il contributo di Franco Locatelli, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il vademecum verrà messo a punto nei prossimi giorni. Non sono mancate polemiche per la stesura di questa prima bozza con i medici di base che hanno protestato perché non sono stati interpellati dal Ministero della Salute che ha lavorato con il Comitato Tecnico Scientifico.

Il fine del documento è quello di dare indicazioni ai medici di famiglie, a quali trattamenti ricorrere, quasi medicine somministrare e soprattutto allentare la pressione sugli ospedali.

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Cura del Covid a casa, tre classificazioni del paziente

Per pazienti Covid che possono essere curati a casa s’intende chi ha sintomi lievi. Il Paracetamolo è ammesso, c’è l’ok della comunità scientifica. Ammessi anche gli antibiotici ma solo se si ha la febbre per più di 72 ore. No all’idrossiclorochina: l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ha riscontrato che non solo non ci sono benefici ma in alcuni casi degli effetti collaterali anche gravi.

Ammesso all’utilizzo anche il cortisone ma solo in casi di emergenza perché si potrebbe attaccare troppo il sistema immunitario. Sono tre le classificazioni del paziente. Si definisce caso di Covid lieve quando si ha solo febbre.

Se a questa si aggiungono problemi alla respirazione in caso è un po’ più grave ma non tale da determinare il ricovero. Questo viene disposto dal medico di base se l‘ossigenazione è al di sotto della soglia considerata a rischio e la frequenza respiratoria è alta.

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