Una nuova bufera si è abbattuta nella notte italiana a cavallo tra il 17 e il 18 novembre sull’esito delle elezioni USA, il presidente in carica Donald Trump ha messo in atto il licenziamento del capo della CISA, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, l’intelligence informatica degli Stati Uniti, Chris Krebs, accusato di essere “negazionista” rispetto ai presunti brogli elettorali. Ecco cosa è accaduto.
I fatti prendono le mosse dalle dichiarazioni di Krebs il quale ha fermamente negato la presenza di brogli ed ha definito le elezioni dello scorso 3 novembre “le più sicure della storia”.
Apriti cielo. Donald Trump, impegnatissimo, quasi fino allo stremo, nel far valere le proprie ragioni ha reagito con stizza. The Donald è impegnato nella madre di tutte le battaglie politiche che ha come obiettivo, ormai nemmeno troppo nascosto, quello di sfilare a Joe Biden parte dei grandi elettori necessari a nominare il nuovo inquilino della Casa Bianca. E ogni intoppo o voce contraria viene vissuta come un affronto personale.
“Le recenti dichiarazioni di Chris Krebs sulla sicurezza delle elezioni del 2020 sono state molto inaccurate” ha tuonato Trump su Twitter. Sottolineando che ci sono state massicce irregolarità: “Più voti che persone”
“Per questo motivo – ha scritto Trump sul popolare social network – con effetto immediato Krebs è licenziato da direttore della Cisa”. Un vero e proprio licenziamento via twitter che nell’epoca della pandemia e dello smart working sembra essere una scelta al passo con i tempi.
Ma la questione non è finita li. In un altro tweet Trump ha orgogliosamente sottolineato che “l’unica cosa sicura delle elezioni e che sono state impenetrabili a poteri stranieri”. Ma è su questo che Krebs ha giocato l’asso. L’ormai ex segretario delegato alla cyber sicurezza degli Stati Uniti, un settore strategico, ha detto di essere “onorato di servire” e ha rilanciato in parallelo l’hashtag #Protect2020, ormai topic trends, con il quale ha di fatto contraddetto apertamente le accuse di brogli di Trump. Un vero e proprio smacco politico.
Ma non solo. Fonti vicine alla CISA hanno sottolineato come Trump fosse molto infastidito dalla presenza sul sito dell’agenzia di una pagina denominata ‘Rumor vs Reality’ . Una pagina web nella quale venivano confutati e spesso respinti gli attacchi del presidente all’integrità del voto.
Resta in ogni caso aperto il tema della mancata ufficializzazione del vittoria di Joe Biden cosi come manca al momento il riconoscimento ufficiale della sconfitta da parte di Trump. Un danno politico, economico e sociale che in tempi di pandemia da coronavirus Covid-19 nessun Paese può permettersi. Nemmeno un colosso come gli Stati Uniti.
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