Il Governo guidato da Giuseppe Conte rischia seriamente la crisi sulla riforma del Mes, la mozione in votazione il 9 dicembre non ha la maggioranza.
Come amava ripetere l’immensa scrittrice inglese Agatha Christie, “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova” e nel caso della possibile crisi del Governo guidato da Giuseppe Conte siamo in presenza sia dei tre indizi che della prova. Vediamoli nel dettaglio
Partiamo dalla prova. E’ di questa sera, lunedì 7 dicembre, la notizia, diffusa dall’Ansa che il Governo si presenterà in Senato, mercoledì 9 dicembre, per la votazione sulla riforma del Mes senza una maggioranza certa. La mozione che andrà in votazione, infatti, non è stata firmata dal capogruppo di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi.
Ma non si tratta di pura tattica parlamentare. In teoria durante il dibattito il testo può essere modificato. Si tratta di una posizione politica molto netta anticipata dalla Ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova con un tweet stamattina e ribadita, a maggior chiarezza in serata, “in Parlamento potrebbero mancare i voti”.
Le tre prove, invece riguardano tutte il rapporto politico, in verità sempre piuttosto anomalo e singolare, tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. Rapporto che da venerdì ad oggi ha visto diversi punti di frizione.
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La prima frizione si è verificata sul post di Beppe Grillo nel quale ha “sfidato” il partito guidato da Nicola Zingaretti ad accantonare il Mes e a reperire le cifre con una Patrimoniale e l’imposizione dell’IMU e dell’ICI agli immobili della Chiesa Cattolica. Si è passati poi per l’intervista di Conte a “La Repubblica” nella quale ha liquidato come “di abitudine” le critiche ricevute dal PD sulla gestione del governo. La terza e più grave frizione riguarda le convulsioni interne ai pentastellati, convulsioni sulle quali il PD sta pressando. Almeno 15 Deputati e 10 Senatori sono pronti a votare contro il Governo sulla riforma del Mes. “Chi vota contro sarà espulso” ha tuonato il reggente del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi durante l’assemblea dei parlamentari. “La situazione è grave ma non seria” direbbe il Maestro Ennio Flaiano e noi ci sentiamo di sottoscrivere.
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