Adriano Panatta se la prende col suo erede: “Io non l’ho mai fatto”

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La leggenda vivente del tennis azzurro, Adriano Panatta, se la prende col suo erede Jannik Sinner: “Io non l’ho mai fatto”.

(screenshot video)

Sicuramente in una cerchia ristrettissima di grandi talenti azzurri del tennis, Adriano Panatta – che è ospite stasera del programma di Raitre “Qui e adesso”, condotto da Massimo Ranieri – è stato il maggiormente rappresentativo di sempre, insieme a Nicola Pietrangeli. Entrambi guardano con curiosità all’astro nascente del nostro tennis, Jannik Sinner, che sembra un predestinato. A soli 19 anni, il ragazzo è infatti nella posizione numero 37 e ha stracciato tutti i record del passato per quanto concerne gli italiani nel tennis alla sua età.

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Jannik Sinner residente a Montecarlo: interviene Adriano Panatta

Adriano Panatta è un personaggio che ha anche fatto delle apparizioni cinematografiche: un cameo in “La Profezia dell’Armadillo”, tratto dal fumetto di Zerocalcare, e uno più recente in “Tutti per 1 – 1 per tutti” di Giovanni Veronesi, in uscita in esclusiva in questi giorni su Sky. L’ex tennista di recente ha commentato la scelta di Sinner di prendere la cittadinanza a Montecarlo: “Il cambio di residenza di Sinner? Beh, io non discuto le scelte più che legittime di altre persone e molti lo facevano anche ai miei tempi, ma io non ho mai voluto ciò. La verità è che era una cosa che non mi andava, ho sempre preferito restare a Roma, questa è casa mia!”.

Non la pensa così Nicola Pietrangeli, che invece la cittadinanza a Montecarlo l’ha presa diverso tempo fa: “Jannik Sinner ha violato qualche legge prendendo la residenza a Montecarlo? Non mi risulta. Se io voglio vivere a Canicattì o in Finlandia sono affari miei, purché rispetti le regole. E poi se le tasse italiane fossero eque in rapporto ai servizi che i cittadini ricevono in cambio nessuno sentirebbe il bisogno di andare all’estero”. Pietrangeli sottolinea: “Posso assicurare che qui le tasse si pagano e sono pure alte. Poi, però, nessuno viene a farti i conti in tasca se hai la macchina di lusso o la barca. Non come in Italia, dove se hai lo yacht sei guardato con sospetto ed i porti turistici sono stati costretti a chiudere perché chi poteva se n’è andato in Croazia”.