Pandemia: secondo lo psicanalista , Massimo Ammaniti, questo periodo storico è caratterizzato dalla crescita di casi di bulimia e anoressia
Massimo Ammaniti, psicanalista dell’età evolutiva, in un’intervista alla IENE afferma che questo periodo storico, caratterizzato da isolamento e poca attività sociale, è contraddistinto dalla crescita di casi di bulimia e anoressia nelle ragazze. “Il cibo è al centro di tutto, è diventato l’unica gratificazione quotidiana. Questo ha fatto aumentare i disturbi alimentari nelle ragazze adolescenti e in quelle più giovani”.
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“Il problema colpisce in maniera più netta i giovani, il 90% sono ragazze. L’età più a rischio è quella tra i 13 e i 15 anni, ma anche tra i 21 e 22. I problemi – spiega Ammaniti- sono legati al corpo, alla sua maturazione, a quella sessuale e al passaggio dal mondo infantile al mondo adulto.”
Successivamente, Massimo Ammaniti, spiega come questo momento storico non aiuta affatto questi disturbi alimentari: “In questo periodo si sono aggiunti anche altri elementi. Prima di tutto l’isolamento sociale e la rinuncia forzata a scuola. Tutto quello che concerne il gruppo, prime esperienze sentimentali, sono fondamentali per lo sviluppo cerebrale. Le relazioni si sono rarefatte e hanno perso il corpo, sono divenute immateriali e virtuali. Sono tutte giornate vuote, in mezzo al cibo che con la sua materialità restituisce un senso di esserci con il corpo”.
Ammaniti continua affermando che, sia la bulimia che l’anoressia , sono dannose allo stesso modo: “Sono intrecciate, preoccupano tutte e due. Dobbiamo capire che stiamo parlando di molti episodi giornalieri contraddistinte da abbuffate patologiche, in cui si mangia di tutto e si va a vomitare di nascosto. Si creano, in questo modo, danni fisici. Non si mangia più in maniera regolare durante il pranzo o la cena, ma si mangia di notte o nei momenti di vuoto”.
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Lo psicanalista chiude dando dei consigli ai genitori: “Bisogna sempre controllare i segni lasciati in bagno o nel frigorifero e il malessere dei propri figli. Nel caso in cui si riscontrino segnali importanti, bisogna assolutamente rivolgersi ad uno specialista. Inoltre consiglio, ai giovani, di approcciarsi con i specialisti anche autonomamente se “la questione” crea imbarazzo in famiglia”.
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