Governo Draghi: Salvini è dentro come nel dopoguerra

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Governo Draghi: Salvini è dentro come tutti nel dopoguerra

Governo Draghi, Salvini si rimangia le parole dette mercoledì sera
Governo Draghi, Salvini si rimangia le parole dette mercoledì sera

Nel Governo Draghi ci sono tanti partiti e le maggioranze sono capovolte, Salvini dichiara: “Tutti dentro come nel dopoguerra. Ministri della Lega? Se ci siamo non faremo le cose a metà.”

Dopo aver fissato dei paletti nel primo giorno delle consultazioni, Salvini cambia il registro dei piani alla vigilia del faccia a faccia con Mario Draghi, nel partito si erano trovate tre teste, tra cui Giancarlo Giorgetti, il quale aveva paragonato Draghi a Cristiano Ronaldo, e gli chiedeva responsabilità.

Dal o noi o Grillo, il partito di Salvini è passato all’apertura totale, i ministri della Lega hanno cambiato idea sull’ipotesi di governo. Nelle ultime ore hanno espresso il loro desiderio di “farne parte tutti”. Matteo Salvini ha dichiarato che se nel caso ci siano degli spazi, la Lega c’è e non farà le cose a metà.

Nel primo pomeriggio il big della Lega si fa sentire: “Non sono per le mezze misure: se sei dentro dai una mano, ti prendi onori e oneri. I governi tecnici alla Monti li abbiamo già provati. Mi piacerebbe che ci fossero tutti, Mattarella ha chiesto di fare un passo avanti ed ora si deve pensare all’interesse del Pese e non a quello dei partiti.

Io ricordo che nel dopoguerra nei governi c’erano tutti indistintamente. Successivamente ognuno ha ripreso la sua via, ma penso che questo sia un momento tale per cui ci sia bisogno delle energie di tutti!”

Di fronte alla possibilità di governare anche al fianco del Movimento 5 Stelle dichiara che il suo partito non dirà a Draghi la preferenza, ma seguirà ciò che il premier vorrà fare.

Governo Draghi, i veti di Salvini e il doppio gioco dei ministri

Ricordiamo che a porre il primo veto è stato proprio Matteo Salvini, il quale esordì: “O noi o Grillo” queste sono state le sue parole giovedì scorso dopo la segreteria del partito.

Salvini sembrava voler ritirare i propositi di riflessione sull’appoggio del governo al nuovo presidente. Il giorno dopo c’è stata la retromarcia atta a correggere il tiro: “Se ci sono spazi per aiutare milioni di italiani noi ci siamo”. I ministri della Lega hanno seguito a ruota libera il suo doppio gioco: “Se non ci siamo collaboriamo come opposizione, proprio come abbiamo fatto durante quest’anno e mezzo”. Addirittura Giorgetti lo osanna: “E’ un fuoriclasse come Ronaldo, non può stare in panchina”.

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In questa partita combattuta si schiera anche Luca Zaia, dove cerca di guadagnare voti per le regionali con mosse studiate per controllare i partiti di maggioranza nella sua regione. Il governatore Veneto, non ha perso l’occasione per dare la sua spinta al carroccio del Governo: “Sono sicuro che Matteo Salvini saprà muoversi con senso di responsabilità nei confronti del Paese, e anche responsabilità nei confronti della nostra identità.

Salvini affronterà il colloquio con Darghi mettendosi al tavolo e ascoltando senza pregiudizi i progetti del governo proposti dal presidente incaricato. Si va al tavolo per verificare se sia possibile lavorare.

Draghi è un personaggio in standing internazionale, è innegabile e saremmo poco onesti intellettualmente se non dicessimo questa cosa, lui è l’uomo che ha riscattato l’Italia attraverso la sua carriera in particolare negli otto anni di presidenza alla BCE”:

Anche alcuni scrittori politici e giornalisti hanno espresso la loro opinione circa il governo Draghi, uno di questi è Alberto Bagnai, euroscettico dichiarato ha proferito la sua opinione a riguardo: “non ho mai trovato nulla da obiettare nelle sue analisi economiche, non ci sono preclusioni, pregiudizi. Desideriamo che ci sia consentito di portare avanti alcuni progetti”.

Per il giornalista Alberto Bagnai, non sarebbe un imbarazzo sostenere il presidente Draghi, proprio perché avendo fatto le stesse scuole economiste come Draghi, e avendo avuto una formazione istituzionale, potrebbe trovarsi a parlare o trattare con persone che parlano in termini di fede o di sogni irrealizzabili.