Marte, il rover Perseverance è in cerca di forme vitali sul pianeta

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Marte, il rover Perseverance è in cerca di forme vitali sul pianeta

Perseverance, atterra su Marte per rilevare forme di vita passate
Perseverance, atterra su Marte per rilevare forme di vita passate

Il rover Perseverance è sbarcato su Marte, il suo segnale è arrivato a distanza di 11 minuti dall’evento dell’atterraggio a causa di ritardi nelle comunicazioni tra Marte e la Terra. Questo ha indicato che il rover ha toccato il suolo ed è prontissimo per aprire una nuova pagina di storia circa l’esplorazione extra terrestre.

La missione di Perseverance è quella di trovare tracce di vita, presente o passata e cercare di raccogliere dei campioni di questa forma di vita sul suolo di Marte. Nel 2031 questi campioni verranno trasportati sulla Terra, dove anche l’Italia avrà l’onore di partecipare alle missioni di trasporto.

Il centro di controllo della Nasa ha esordito con un lungo applauso quando il rover ha toccato il suolo, ci sono già delle prime immagini per quanto riguarda il viaggio prima di toccare il suolo di Marte.

Marte, Perseverance è l’inizio di una nuova era dell’esplorazione

Il veicolo è atterrato nel cratere Jazero, uno dei luoghi più belli e suggestivi per la missione che ha come obiettivo quello di ricercare tracce di vita. Il cratere in precedenza è stato il bacino di un lago antichissimo su Marte, nei sedimenti potrebbero conservarsi delle tracce di vita che potrebbero attestare una forma di vita passata sul pianeta.

L’osservatorio di Arcetri dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) sta giocando il suo ruolo cercando di scovare una forma di vita passata nel pianeta.

La missione si chiama Mars 2020, è stata lanciata nello scorso 30 Giugno del 2020, ed è gestita totalmente dal JPL ovvero il Jet Propulsion Laboratory della NASA. La sonda ha dovuto percorrere più di 3,9 milioni di chilometri in 7 mesi, ed è stata la terza sonda a raggiungere Marte in 10 giorni.

Dopo le missioni pregresse di Hope negli Emirati Arabi e Tianwen-1 della Cina, il rover della NASA è stata la prima missione a lasciare un veicolo sul suolo terrestre di Marte. La Tianwen-1 si appresterà a lasciare il suo veicolo a Maggio.

Per circa due anni, il rover Perseverance controllerà il suolo per raccogliere i primi campioni di forme vitali, i quali verranno analizzati sulla Terra. Questo è l’inizio del programma “Mars Sample Return”, dove l’Italia contribuisce con la sua stazione spaziale, l’Asi e con l’industria e tecnologia del gruppo Leonardo.

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Infatti i campioni raccolti da Perseverance verranno inseriti in contenitori, per poi essere depositati in luoghi specifici, questo recupero sarà affidato alla missione del 2026 e del 2031, dove verranno trasportati sulla Terra.

Cosa è successo durante quei sette minuti di terrore

Raffaele Mugnuolo il responsabile dell’ufficio Missioni robotiche dell’Agenzia Spaziale Italiana, dichiara che la discesa dall’atmosfera su Marte e l’arrivo al suolo, sono delle manovre difficili e molto rischiose. Il velivolo potrebbe perdere il controllo se una di queste manovre venisse eseguita in modo errato.

La manovra d’ingresso e discesa e poi atterraggio è stata la più breve di tutta la missione. Questo mette a dura prova il veicolo, proprio perché è tutto automatizzato, la temperatura alta fino a 1300° viene raggiunta solo dopo 80 secondi che il veicolo entra nell’atmosfera.

Con l’arrivo di Perseverance su Marte, si è aperta una nuova frontiera dell’esplorazione marziana, le industrie italiane hanno svolto un ruolo fondamentale per il recupero e il trasporto delle provette che derivano dal suolo marziano.

Tra le missioni ci saranno anche degli esperimenti che prevederanno la produzione di ossigeno sulla superficie di Marte, il quale sarà essenziale per gli uomini che approderanno sul pianeta per riuscire a creare dei propellenti.

Il piccolo drone Ingenuity, affronterà il testa di volo nonostante l’atmosfera rarefatta, molte industrie hanno colto la palla al balzo per attuare la sfida tecnologica.

L’obiettivo principale è quello di riuscire a recuperare i campioni sul suolo marziano e riportarli sulla Terra per farli esaminare. In questo anche l’Italia è coinvolta con L’Asi e l’industria Leonardo. Una volta che i campioni verranno recuperati, questi saranno raccolti da bracci robotici, progettati interamente in Italia negli stabilimenti a Nerviano (Milano). Per poi essere caricati su un razzo che da Marte entrerà in orbita per consegnare i campioni ad una sonda progettata in Italia per poi essere trasportati sulla Terra.

Inoltre nel 2022, ci sarà anche la missione ExoMars dove prevede la collaborazione della Esa e l’agenzia spaziale russa Roscosmos, dove ha l’obiettivo di portare su Marte un laboratorio per analizzare il suolo marziano e poi scavare fino a due metri di profondità con una trivella, progettata in Italia, in cerca di forme vitali passate.