Alex Schwazer, le Olimpiadi di Tokyo come risarcimento per gli anni persi

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Alex Schwazer è stato assolto dall’accusa di doping che gli era stata imputata nel 2016, ora può puntare alle Olimpiadi di Tokyo. Il marciatore trentino ha dichiarato: “Aspettavo questo momento da quattro anni e mezzo. Finalmente tutti gli sforzi compiuti avevano determinato un risultato importante”.

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Dopo più di quattro anni Alex Schwazer è stato assolto dall’accusa di doping, il Gip di Bolzano, Walter Pelino, ha disposto l’archiviazione del caso per “per non aver commesso il fatto”.

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Alex Schwazer assolto, “E’ stato come la nascita di un figlio”

Il marciatore ha espresso la sua felicità nel corso di un intervista al Corriere della Sera. Queste le sue parole: “A livello sportivo direi che sia il mio giorno più bello in assoluto. Senza ombra di dubbio. Questo decreto di archiviazione è più importante anche della medaglia d’oro vinta all’Olimpiade di Pechino, nel 2008. Questa è una vittoria di gran lunga più faticosa. Molto più faticosa, è stato come la nascita di un figlio”.

All’atleta fu negato di partecipare ai Giochi Olimpidi di Rio nel 2016, un danno grave per la sua carriera.

Il classe ’84 parla in relazione al periodo che ha vissuto: “La cosa difficile è che mi sono ritrovato scaraventato in un campo non mio: io sono solo un atleta. In un’aula di tribunale non sei a tuo agio, non è come fare un gara. C’è molta più insicurezza, senza contare che questa vicenda è durata quattro anni e mezzo, un tempo lunghissimo da sopportare”.

Schwazer continua: “Avrò bisogno di alcuni giorni per metabolizzare il tutto. Sicuramente ero molto contento perché aspettavo questo momento da quattro anni e mezzo. Finalmente tutti gli sforzi compiuti avevano determinato un risultato importante”.

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Alex Schwazer: “Non so se andrò alle Olimpiadi di Tokyo”

Successivamente, Alex, ha parlato delle Olimpiadi che si svolgeranno a Tokyo quest’estate: “Oggi ho raggiunto il novanta per cento del mio obiettivo. L’eventuale ritorno all’attività agonistica rappresenterebbe soltanto il restante dieci. La cosa fondamentale per me era che il tribunale stabilisse, nero su bianco, che sono pulito e innocente. Non devo mica per forza andare alle Olimpiadi. Se succederà, bene. Altrimenti pazienza. Io non mi sono fatto nessuna idea riguardo ai passi da compiere sul fronte sportivo. Vedremo in seguito, accadrà quel che accadrà”.