MotoGp Doha Tabellino Gara: Quartararo la spunta sulle Ducati

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Il francese in sella alla Yamaha brucia nel finale le ambizioni delle Pramac di Martin e Zarco

MotoGp Doha Tabellino Gara

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MotoGp Doha Tabellino Gara – Secondo Gp del Qatar, secondo della stagione. Il debuttante Jorge Martin dopo aver conquistato la sua prima pole position nella classe regina riesce a mantenere la testa della classifica con la sua Ducati Pramac anche in una partenza concitata, dove Oliveira è riuscito  a realizzare una delle partenze più straordinarie mai viste nella categoria, bruciando con uno scatto a fionda tantissime posizioni, per poi essere rimontato solo successivamente. Più prudenti le Ducati ufficiali di Miller e Bagnaia, che perdono qualche posizione nei primi due giri, per poi recuperare successivamente. Nei primi cinque dei 22 giri totali sono però Espargaro, Quartararo e le Suzuki di Rins e Mir ad essere più aggressive, puntando alle prime posizioni sin da subito, a pneumatici ancora freddi. Tecnicamente è però la Ducati a riconfermarsi la moto migliore, con le Pramac in particolare che riescono a dettare il passo, mentre le Petronas non sembrano riuscire a risollevarsi dal proprio momento di difficoltà, con Morbidelli che scende fino alla dodicesima posizione, mentre Rossi rimane tra gli ultimi, bloccato tra le Ktm. Di base la dinamica è questa: Jorge Martin riesce abilmente a conservare la testa della corsa nonostante gli attacchi del compagno Zarco e delle Suzuki, soprattutto di Rins, mentre alle loro spalle sono le Ducati ufficiali ad avere, probabilmente, massimizzato l’esperienza di quanto accaduto nel corso del primo Gran Premio, puntando a fare la differenza nel finale di gara. Le Yamaha ufficiali sembrano invece faticare un po’ di più, o almeno hanno deluso nella prima parte della corsa rispetto alle attese, perché Quartararo e Vinales, vincitore della prima gara dell’anno, sono relegati alla nona e decima posizione, per quanto il gruppo sia rimasto compatto per tutti i primi dieci giri. Quanto ne mancano soli altri dieci, sembra però accendersi la Ducati di Pecco Bagnaia, con un sorpasso bruciante sulla Suzuki di Rins, in un passaggio stretto sul quale l’italiano riesce a mantenere la traiettoria nonostante la forte velocità. Dopo Martin e Zarco è quindi un’altra Ducati a puntare al podio e possibilmente anche a far meglio, sfruttando la migliore condizione delle gomme. All’uscita della curva sedici sono però Miller e Mir ad accendere un duello al limite del consentito con una spallata involontaria, che però fa perdere a entrambi tre posizioni. Un approccio di reazione, ma il segno di chiarimento tra i due poco dopo non aiuterà però i piloti a recuperare il terreno perso, con tanto di investigazione da parte della giuria di gara (il tocco verrà giudicato solo come un incidente di gara, senza sanzioni a danno di nessuno dei due piloti). Non proprio un bellissimo gesto, in una sorta di scintille in pista che non sono assolutamente raccomandabili a determinate velocità, con possibile sanzione per Miller nel postgara. Un contatto che poteva costare a entrambi molto di più, non solo rispettivamente alle posizioni della corsa. La gara continua a essere in stile molto Moto3, perché i sorpassi e le battaglie negli spazi stretti sono tanti e a volte molto forzati. In avanti Quartararo e Bagnaia riprendono a duellare, ma Pecco sbaglia una manovra finendo largo dopo un controsorpasso, un errore che costa quasi quattro posizioni al ducatista. Tutto a vantaggio del francese in sella alla Yamaha, per quanto in testa alla corsa ci sia sempre lui, il giovane Martin alla seconda gara in assoluto di MotoGp. Il lato positivo per lo spagnolo è anche l’apparente buono stato degli pneumatici, che a sei giri dalla fine della gara potrebbero garantirgli di raggiungere in testa la bandiera a scacchi. Troppo presto però per costringere la Yamaha alla resa, perché Quartararo è disposto a giocarsela fino alla fine, sorpassando e controsorpassando il leader per ben due volte. Anche Vinales sembra voler essere parte dei giochi, con un sorpasso su Zarco al limite dell’impossibile all’interno della Pramac. A quattro giri dalla fine sono due Yamaha e due Ducati Pramac a contendersi la vittoria, in una serie di continui ribaltamenti di fronte e pochissimi millesimi di differenza tra le moto degli uni e degli altri piloti. In testa sembra però Quartararo ad averne di più, sia in termini di determinazione, sia a livello delle gomme. Il francese tenta una minifuga, grazie ai sei decimi di vantaggio rimediati sul resto del gruppo, con il compagno di squadra impegnato a lottare con le Pramac. Rins è astuto nel bruciare con una staccata Vinales proprio all’ultimo giro, un sorpasso molto utile ai fini della classifica.

L’arrivo

Martin e Zarco continuano a duellare tra di loro per il secondo posto, di fatto una benedizione per Quartararo che può così andare a vincere una gara combattutissima, mentre il debuttante della Pramac è costretto alla fine a cedere la seconda posizione al compagno di squadra. A Losail nelle successive posizioni, tutte fuori dal podio, si collocano invece nell’ordine, come primo italiano Bagnaia sesto, l’Aprilia di Espargaro decima, Bastianini undicesimo. Le Petronas di Morbidelli e Rossi rispettivamente dodicesima e sedicesima, un risultato tutt’altro che soddisfacente. Vinales chiude invece quinto, ma il successo del pilota francese è prova che la Yamaha è nelle condizioni di sfidare la Ducati non solo dal punto di vista tecnico, ma da quello dei successi concreti in pista. Al momento i due Gp finora disputati hanno assegnato alla Yamaha due vittorie, rispetto alle zero della Ducati nonostante le pole position conseguite di Bagnaia e Martin in Pramac. Per la scuderia di Borgo Panigale l’obiettivo sarà ora quello di impedire che il mondiale possa diventare una sfida interna tra Quartararo e Vinales.

 

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Tabellino della gara

Ordine di arrivo
Quartararo, Zarco, Martin, Rins, Vinales, Bagnaia, Mir, Binder, Miller, Espargaro.

Classifica Piloti
Zarco 40, Quartararo 36, Vinales 36, Bagnaia 26, Rins 23, Mir 22, Martin 17, Aleix Espargaro 15, Miller 14, Pol Espargaro 11…

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