Piano vaccinale: israeliani salgono a quota 60%, palestinesi sotto l’1%

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Piano vaccinale israeliano tra i più efficienti, sale al 60% la popolazione vaccinata. Di contro nel territorio confinate, i palestinesi i vaccinati sono meno dell’1%. 

Da una parte il primo Paese al mondo per percentuale di persone vaccinate. Dall’altra uno Stato praticamente senza vaccini. Da una parte la popolazione festeggia il crollo dei contagi, si riversa per le strade, riempie i ristoranti appena riaperti, i cinema ed i centri sportivi. D’altra ad essere piene sono le terapie intensive, ormai al collasso, comunque insufficienti per far fronte ad un’impennata dei contagi a cui apparentemente non si riesce porre freno.

Israeliani e palestinesi. Due popoli tanto diversi destinati a vivere in un fazzoletto di terra gli uni accanto agli altri. In alcuni casi gli uni in mezzo agli altri, come nelle centinaia di insediamenti israeliani costruiti nel cuore della Cisgiordania, dove vivono circondati dai palestinesi quasi 400mila israeliani.

Cisgiordania, emergenza Covid-19 mai così alta

La Cisgiordania è stata investita da una nuova ondata di Coronavirus. Resa più grave da una campagna vaccinale iniziata solo pochi giorni fa e che ha coperto solo minimamente. “Da inizio febbraio i contagi sono cresciuti in modo esponenziale”, racconta da Hebron, Chiara Lodi, responsabile dei progetti medicali di Medici Senza Frontiere  nella Cisgiordania. “Noi come Medici Senza frontiere operiamo nel centro presso l’ospedale più grande nella Cisgiordania meridionale, a Hebron. Abbiamo 80 posti letto e 29 di terapia intensiva, che sono tutti occupati».

Aumentata la percentuale di giovani positivi al Covid-19. Un terzo dei pazienti ricoverati all’ospedale di Dura ha tra i 25 e i 64 anni, mentre prima la maggior parte dei pazienti aveva più di 64 anni”, ha dichiarato in un comunicato diffuso da Msf la scorsa settimana Juan Pablo Nahuel Sanchez, medico di Msf a Hebron.

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Piano vaccinale inadeguato: Oms dona 60 mila dosi di vaccino ai palestinesi

A marzo l’Organizzazione Mondiale della Sanità dona alla popolazione palestinese 60 mila dosi di vaccino contro il coronavirus.

Il 17 marzo le forniture di vaccino (Astrazeneca e Pfizer) giungono all’aeroporto di Tel Aviv. Purtroppo però la politica assistenzialista non basta, e il popolo palestinese ha bisogno di più vaccini e di una sanità capace di autosostenersi e soprattutto di uno Stato abile ad amministrare.

Da Ramallah Firas Narawesh afferma che il governo ha fallito nel fornire le dosi ai cittadini comuni e “ha adottato una distribuzione ingiusta e ineguale, con evidenti segni di favoritismo e corruzione”.

Questo ha portato la Palestina a quasi 200mila casi di persone positive al Covid-19, portando a più di 2100 vittime.