Tennis Miami: troppi errori, Sinner battuto in finale: cronaca della partita

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L’altoatesino non riesce a contenere la prestazione eccellente del polacco Hurkacz perdendo per 7-6 6-4

Tennis Miami: cronaca della partita

Tennis Miami: cronaca della partita

Tennis Miami: cronaca della partita – Sono amici d’infanzia e hanno disputato insieme diverse partite ufficiali di doppio. Jannik Sinner e Hubert Hurkacz si affrontano oggi in uno dei loro impegni professionali più importanti, la finale del Master 1000 di Miami. Per l’azzurro altoatesino vincere questo trofeo sarebbe un vero e proprio battesimo nella cerchia dei campioni, dopo un torneo giocato ai massimi livelli e anche con qualche preziosa rimonta che hanno dato prova della sua tenuta mentale nel corso di partite non sempre facili. Il polacco ha un po’ di esperienza in più, grazie alla possibilità di sfruttare la sua altezza per potersi adattare sulle superfici veloci a qualsiasi tipo di match, proprio come nel caso del massimo torneo tennistico della Florida.

Primo set

Molto leggero e sciolto nel corso di tutta la settimana, Sinner inizia la finale con un impatto psicologico più difficoltoso, perdendo i primi due game, ma è bravo a portare l’avversario fino al tie break, nonostante abbia dovuto portare a segno un controbreak conto un avversario che si sta rivelando molto ostico in ogni scambio, soprattutto per le poche opportunità concesse, grazie a una grande concentrazione nei momenti decisivi del primo parziale. Sinner fa più fatica, prova a osare, ma dovendo rischiare qualche errore non forzato che certamente non aiuta nell’inerzia del punteggio. Con il risultato a favore, Hurkacz riesce inoltre a sfruttare le sue doti di attaccante, chiudendo velocemente gli scambi, ben prima che l’altoatesino possa trovare il ritmo e limitandolo a colpire anche male, con qualche steccata non ideale. Sebbene l’azzurro sia riuscito a rimanere attaccato al punteggio fino al tie break, quasi ingiocabile il polacco in questa fase, abile nel macinare punti e contenere le ambizioni di una rimonta del giovane avversario, difendendo perfettamente la rete nel suo gioco offensivo. Alle giocate semplici ed efficaci di Hurkacz si contrappone il passaggio a vuoto di Sinner, momento negativo che non impedisce all’altoatesino di perdere il primo set.

Secondo set

L’azzurro, che virtualmente sarebbe oggi numero nove della classifica mondiale, non fosse questa congelata per via della pandemia, ha assolutamente bisogno di vincere il secondo set e portare la finale al terzo, ma il tanto sperato cambio di passo non arriva. Hurkacz conquista così subito un break prezioso, quanto basta per minacciare ulteriormente la concentrazione di Sinner e compromettere definitivamente il punteggio della finale. Sotto di quattro game, con un parziale negativo di sedici punti a cinque in questa fase, l’allievo di Riccardo Piatti non sembra essere in grado di reagire, sconsolato psicologicamente e stanco fisicamente. Rispetto alla partita con Bautista Agut, ora neanche il dritto, il colpo preferito dall’altoatesino, sembra assistere più il talento dai capelli rossi. Hurkacz, conoscendolo bene, riesce a giocare abilmente sui suoi nervi scoperti, mettendolo nelle peggiori condizioni per giocare. Una strategia efficace, con l’italiano che solo sullo 0-4 riesce a portare ai vantaggi un game sul proprio servizio. Neanche alla battuta Sinner è sembrato particolarmente pericoloso per il polacco, anche se con abnegazione l’azzurro riesce a conquistare il quinto game del secondo set, quello della bandiera, per quanto lo svantaggio rimanga notevole. Il polacco trae giovamento dai fondamentali poco sicuri di Sinner in questo match, ma sa sfruttarli con un gioco fatto di percussioni continue e costanti ribattute che impediscono all’altoatesino di rifiatare e spezzare la scia positiva dell’avversario, sempre più vincolato nel punteggio dai 35 errori commessi. Uno spiraglio di luce Sinner lo vede con il sesto game del secondo set, quanto Hurkacz abbassa momentaneamente il ritmo, perdendo lucidità. Una circostanza che l’altoatesino deve sfruttare al massimo per provare a rientrare in partita. Il controbreak subito dall’amico-rivale è probabilmente l’ultimo treno che ha per poter allungare il match al terzo set. Sinner sa sfruttare bene il momento, riducendo a un break il vantaggio dell’avversario. Potrebbe essere un condizionamento psicologico, la paura di vincere per Hurkacz, oppure un semplice calo di concentrazione dovuto alla stanchezza fisica dopo una settimana intensa. Il vento e le condizioni meteorologiche sono comunque condizionanti. Anche per questo Sinner si è trovato molte volte fuori posizione rispetto ai colpi, ma ora può finalmente riscattarsi dopo tanti errori, sfruttando anche il primo doppio fallo del polacco all’ottavo game del secondo set. Questo sbaglio è stato poco dopo seguito da un errore in volée che di certo non dà maggiori rassicurazioni. Nello scambio successivo è purtroppo il nastro a negare il punto al rovescio di Sinner, con Hurkacz che può così portarsi sul 5-3 con un break di vantaggio. Il polacco ha raccolto pochi punti con la seconda, ma ha sempre fatto molto bene quando si è trattato di concretizzare le circostanze favorevoli create da una prima di servizio quasi sempre letale. L’azzurro tiene il servizio, per mettere un minimo di pressione all’avversario, ma questo non impedisce a Hurkacz di servire per il match, grazie al vantaggio di 5-4 nel punteggio. Il turno di servizio al momento più importante di tutta la carriera del tennista classe 1997. Sinner riesce a portare l’avversario avanti nel punteggio sul 30-30, ma ancora una volta si perde al momento di un colpo non perfettamente centrato, che regala di fatto il match point al polacco. Davvero troppi gli errori per l’altoatesino, con la partita che si chiude su un dritto largo che finisce in corridoio. Nessun ace, ma l’81% di prime palle in battuta bastano al polacco per conquistare il trofeo. Un torneo impeccabile, giocato in ogni turno quasi sempre contro il pronostico. Il 19enne azzurro ha rivelato invece tutte le sue pecche di gioventù proprio al momento della finale, la partita decisiva che poteva valere il titolo più importante della sua carriera fino a questo momento. Per lui ci sarà sicuramente modo di rifarsi, con molto lavoro da fare soprattutto sull’aspetto psicologico, per quanto non sia generalmente uno dei suoi lati deboli. Troppi gli errori e controproducente l’approccio al match proprio nei primi scambi. Facile per l’avversario sollevargli ulteriori dubbi con un servizio molto insidioso. Hurkacz diventa così il primo polacco a vincere un master 1000, con una grande dose di fiducia per il suo tennis, proprio a Miami, in uno dei più moderni e blasonati del circuito. L’azzurro sarà, nonostante tutto, numero 21 del ranking Atp già dalla prossima settimana

 

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Tabellino della gara
Hurkacz b. Sinner 7-6 (4), 6-4