Sotto Copertura, finzione e storia vera nella serie Tv: cosa c’è di vero

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Sotto Copertura, gli autori hanno svelato tutto quello che c’è da sapere sulla fiction, infatti in questa serie sembra che non ci sia finzione.

Sotto Copertura, cosa c'è di vero nella fiction di Rai1 (RaiPlay)
Sotto Copertura, cosa c’è di vero nella fiction di Rai1 (RaiPlay)

Nel momento in cui una fiction è basta su fatti realmente accaduti, si cerca sempre di capire cosa sia vero e cosa sia finzione. Alcune delle licenze poetiche della serie in onda su Rai1, hanno rispettato la realtà dei fatti.

Tutti gli spettatori si sono chiesti il motivo per il quale Zagaria non è scappato, nel momento in cui ha capito di esser stato braccato. Il responsabile delle indagini Catello Maresca ha spiegato che un boss, non può fuggire deve restare nel suo territorio per dimostrare di avere ancora il suo potere ai suoi nemici.

Sotto Copertura, chi è Michele Zagaria il ruolo interpretato da Preziosi

Il boss Zagaria è stato interpretato da Alessandro Preziosi, nasce a San Cipriano d’Aversa, in provincia di Caserta nel 1958. La sua carriera comincerà negli anni ’80, durante questo perioodo si affermerà come capo del clan camorrista i Casalesi.

La sua latitanza è durata circa 16 anni, durante i quali verrà condannato all’ergastolo, dopo l’arresto di Mario Iovine nel 2010, è considerato il boss più importante del clan in libertà.

Il 7 Dicembre del 2011 verrà arrestato a Casapesenna, il quale è vicino al suo paese natale. Zagaria è stato identificato come un uomo pieno di contraddizioni, feroce e al tempo stesso abile e prudente, il suo profilo criminale è stato uno dei più efferati.

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Dietro il nome di Michele Romano è identificato “Vittorio Pisani”, il capo della squadra mobile di Napoli, il quale oggi è un questore e riuscì ad arrestare prima il boss Antonio Iovine e poi Zagaria, in questo modo è riuscito a “decapitare” il clan dei Casalesi.

Le immagini dell’arresto riguardante il boss sono fedeli alla realtà

Vittorio Pisani e Catello Maresca, i due responsabili dell’arresto hanno collaborato con gli autori della fiction per creare una ricostruzione più vicina alla realtà.

Grazie all’aiuto della magistratura, sono riusciti ad entrare nel bunker dove Zagaria ha vissuto per giorni, infatti alcune scene sono state girate nel vero bunker.

Anche l’invito fatto al commissario dai complici di Zagaria a bere un caffè nella casa sotto cui era nascosto il boss è stato autentico. Gli esami scientifici della spazzatura, la microspia nascosta in una poltrona e le intercettazioni sono state ricostruite in maniera fedele.

Alcune figure e alcune vicende sono state inventate per dare più particolari al set della fiction. Il personaggio di Agata è la sintesi dei diversi rapporti affettivi di Zagaria, mentre la morte di Arturo è stata creata per ricordare tutti i poliziotti e i cittadini uccisi dalla camorra.

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La fiction è stata girata nei luoghi dove realmente si è svolta la vicenda, Napoli era il quartier generale degli investigatori, mentre Casapesenna è il luogo dove sono state girate le scene dell’arresto di Zagaria.

Il rifugio era proprio come lo vediamo nella fiction, c’era una stanza costruita su dei binari, dove il boss poteva muoversi. Subito dopo c’era un passaggio verso un bunker sotterraneo di 45 metri, con un soggiorno, cucina e bagno.

Tutto questo era studiato per non farsi scoprire, l’energia per alimentare tutta la stanza era rubata con un allaccio abusivo ad un palo dell’elettricità. Vittorio Pisani ha anche subito un processo per abuso d’ufficio e favoreggiamento durante le indagini.

Fortunatamente è stato assolto con una formula piena, mentre Salvatore Lo Russo è stato il pentito che lo accusò, il quale poi venne condannato per calunnia ai danni del poliziotto.