Tajani chiede verifica sul coprifuoco entro 10 giorni

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Antonio Tajani, coordinatore di Forza Italia, sulla scia delle richieste provenienti dalla Lega di Salvini, chiede al governo, presieduto da Mario Draghi, una verifica sul coprifuoco.

Antonio Tajani
Antonio Tajani (Getty Images)

Il Centro – Destra inizia ad alzare la voce nei confronti del governo guidato da Mario Draghi. Dopo le continue esternazioni di Matteo Salvini , oggi è la volta del coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani , far sentire la voce della sua parte politica in riferimento al tema del coprifuoco.

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Dopo aver sottolineato, ancora una volta, l’assoluta fiducia e lealtà nei confronti del governo Draghi, di cui anche Forza Italia fa parte, Tajani ha sottolineato come sia necessaria un’ulteriore verifica sul coprifuoco tra non più di dieci giorni.

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Tajani chiede verifica sul coprifuoco, le sue parole 

” Forza Italia chiede che nel giro di una settimana, dieci giorni si verifichi la situazione della pandemia nel nostro paese e si possa spostare, se le condizioni lo permetteranno, il termine della chiusura dalle 22 alle 23. C’è stato un dibattito. Di chiudere alle 23, non alle 22, poi c’era una utility utile che puntava alle 22. Ovvio che per noi la stabilità del governo è fondamentale, anche perché si deve discutere del Recovery.

Però riteniamo giusto che si faccia un’ulteriore verifica e, se positiva, cioè se la pandemia continua a decrescere, si decida da subito di anticipare le scelte e quindi di passare dalle 22 alle 23 per quanto riguarda le chiusure. Ovvio che bisogna fare una sintesi, ma credo che anche gli scienziati del Comitato scientifico che segue l’evoluzione della pandemia debbano convincersi che magari allungando di un’ora i tempi di apertura si possono diluire le presenze “.

Il Centro – destra all’attacco

Sono giorni in cui il Centro – Destra sta levando alta la sua voce. Approfittando del silenzio – assenso del Partito Democratico, in riferimento all’operato governativo, e del fatto che il Movimento Cinque Stelle è alle prese con una complessa rifondazione, Salvini prima ed ora Tajani, esprimono un dissenso che può anche essere interpretato come un primo segnale di insofferenza nei confronti della strategia politica e decisionale del Governo guidato di Mario Draghi.