La crisi e le incertezze del settore dei matrimoni

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Uno dei settori maggiormente colpiti da questa pandemia è stato in Italia sicuramente quello dei matrimoni: troppe incertezze e un fatturato in calo che non rassicura i lavoratori e gli imprenditori del settore. l’AGI ha intervistato il titolare di una delle sale ricevimenti più importanti del Salento, per capire lo stato di “salute” del comparto.

LONDON, ENGLAND – JULY 04: Sakiko Honda places a ring on her husband Gary Chengs finger as they get married at Marylebone Old Town Hall on July 4, 2020 in London, England. Wedding venues reopen today having been closed for over three months in the UK due to the Coronavirus Pandemic. Hairdressers, bars and restaurants will also open all with special measures in place to minimise the risk of spreading Covid-19. (Photo by Chris J Ratcliffe/Getty Images)

Basti pensare che il settore wedding prima dell’avvento della pandemia da Covid-19 contava su 110mila lavoratori e un fatturato da un miliardo di euro. Il settore dei matrimoni oggi invece affronta una delle crisi più forti nella storia del comparto, il numero di matrimoni ha subito un crollo netto e all’interno delle misure per la ripartenza sembra essere un fantasma. “Il governo ci ha dimenticato” tuonano gli imprenditori del wedding – “Siamo letteralmente in ginocchio ma, quel che è peggio, non si sa quando potremo ripartire, al contrario di quanto accade per molti altri settori, da quello balneare alla ristorazione, per i quali vi sono già delle date” raccontano Roberto e Paolo Pastore all’AGI. 

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Il settore, soprattutto al sud, grazie al “destination wedding”  aveva negli ultimi registrato una crescita. Puglia, Sicilia e Campania – ma anche la Toscana, avevano avuto l’impatto positivo del turismo da matrimonio.

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“In dieci anni di attività – racconta ancora all’AGI Roberto Pastore, abbiamo organizzato più di mille matrimoni, dando lavoro a una cinquantina di persone, senza contare le feste di compleanno, di laurea e tanti altri eventi. Tutte le prenotazioni per il mese di maggio stanno saltando e saranno cancellate probabilmente anche quelle di giugno, mentre molte cerimonie sono state rinviate a data da destinarsi a causa della grande incertezza che regna in questo settore.” Incertezza che le associazioni di categoria credono sia concatenata al fatto che il governo non abbia inserito all’interno del Decreto per la ripartenza il settore dei matrimoni – una lacuna che non è stata accolta in maniera positiva dall’intero settore. “Noi siamo solo una parte di un settore che sta morendo e che comprende tante figure professionali. Weddingplanner, musicisti, fotografi, acconciatori, stilisti, fiorai appartengono tutti a un comparto vitale per l’economia. Questo è un grido d’allarme, ha poi affermato Roberto Pastore.