Nuovo decreto Covid: cosa si può fare e cosa no da lunedì 26 aprile

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Vediamo cosa si può fare e cosa no dal 26 aprile, ossia dall’entrata in vigore del nuovo decreto Covid studiato dal governo Draghi per contenere la diffusione del coronavirus e consentire una graduale ripresa dell’Italia.

nuovo decreto covid 26 aprile: cosa si può fare e cosa no
Credit: Emanuele Cremaschi/Getty Images

A partire da lunedì 26 aprile entra in vigore il nuovo decreto Covid approvato dal Consiglio dei Ministri per la ripresa graduale delle attività economiche e sociali nel rispetto delle misure anti-contagio. Il provvedimento ha ripristinato la zona gialla nei territori in cui l’ultimo monitoraggio della Cabina di Regia ha registrato i dati epidemiologici adeguati.

A diventare gialle sono tutte le Regioni eccetto Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta, che sono in fascia arancione, e la Sardegna, che è l’unica a restare in zona rossa. A prescindere dal colore del territorio in cui si vive, nel decreto viene specificato che rimangono validi tutti i comportamenti finalizzati a contenere la diffusione dei contagi, ossia l’utilizzo della mascherina, l’igienizzazione frequente delle mani e il mantenimento del distanziamento sociale.

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Cosa si può fare e cosa no col nuovo decreto Covid in vigore dal 26 aprile

La novità principale del nuovo decreto del governo Draghi risiede nell’introduzione di un pass denominato certificazione verde. Il documento si ottiene in caso di avvenuta vaccinazione, di comprovata guarigione dal Covid-19 o di esito negativo di un tampone molecolare o test rapido effettuato nelle ultime 48 ore. Il “green pass” permetterà di viaggiare tra Regioni di colore diverso qualora i motivi dello spostamento dovessero essere diversi da quelli legati al lavoro, alla salute e alle necessità richiesti dall’autocertificazione obbligatoria.

Sarà tuttavia possibile spostarsi liberamente tra Regioni gialle, come anche al loro interno. Dal 26 aprile si potrà andare nelle seconde case che si trovano in zona gialla o arancione anche in compagnia di parenti e amici, purché in un massimo di 4 persone. In zona rossa invece potrà recarsi nella seconda casa solo il nucleo familiare, a patto che l’abitazione sia disabitata. A partire dal 1° maggio, sia in zona gialla che in quella arancione, sarà poi permesso di andare a trovare amici o parenti in un’abitazione privata diversa dalla propria, in 4 persone al posto di 2 e con minori di 18 anni anziché di 14 anni.

Il coprifuoco resta in vigore dalle 22 alle 5 ma potrebbe essere rivisto e posticipato periodicamente a seconda dell’andamento della curva epidemiologica. La conferma dell’attuale orario di divieto di uscita notturna ha generato non poche polemiche, dal momento che nelle Regioni gialle i ristoranti potranno riaprire sia a pranzo che a cena, purché all’aperto. Al chiuso, sempre in zona gialla, potranno aprire solo dal 1° giugno, ma fino alle 18.

Per quanto riguarda le attività commerciali, nei territori in fascia gialla e arancione potranno riaprire tutte. In zona rossa invece apriranno solo le attività ritenute necessarie, come alimentari, edicole o tabaccai e non si potrà andare dal parrucchiere, dal barbiere o nei centri estetici. Dal 26 aprile in zona gialla riaprono anche cinema, teatri e sale concerti al chiuso o all’aperto con una capienza massima al 50%, la distanza di un metro tra gli spettatori e la prenotazione obbligatoria. I musei e gli altri luoghi di cultura torneranno accessibili al pubblico soltanto se potrà essere garantito il distanziamento sociale di almeno un metro.

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Per quanto riguarda lo sport, sempre nelle Regioni gialle da lunedì 26 aprile sarà consentito allenarsi all’aperto, sia a livello individuale che di squadra. Di conseguenza si potrà riprendere a giocare anche a calcetto, senza però utilizzare gli spogliatoi. La riapertura delle piscine è invece attesa per il 15 maggio, mentre quella delle palestre per il 1° giugno. A partire da giugno in zona gialla sarà anche possibile tornare ad assistere a una partita o a una manifestazione sportiva dal vivo, con una soglia massima di spettatori.

Il nuovo decreto Covid dal 26 aprile comporta novità anche nel mondo dell’istruzione. Infatti, fino alla fine dell’anno scolastico torneranno in presenza al 100% le scuole d’infanzia, elementari e medie. Nelle scuole superiori resterà invece ancora in parte la didattica a distanza: in zona rossa la presenza sarà garantita dal 50% al 70%, mentre in zona arancione e gialla dal 70% al 100%. Per quanto concerne le università, nelle Regioni gialle e arancioni le attività dovranno essere svolte prioritariamente in presenza, mentre in quelle rosse dovranno essere favorite le attività degli studenti del primo anno.