Lampedusa, 532 i migranti arrivati sull’isola nella notte. Salvini: “Inaccettabile, ho scritto a Draghi”

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Sono quattro gli sbarchi nella notte che hanno portato 532 i migranti sull’isola siciliana. Tra questi anche molte donne e minori a bordo soccorsi dalla Capitaneria di porto e dalla Guardia di finanza.

Nizza Brahim Aoussaoui Lampedusa

Immediati i soccorsi

Notte di sbarchi a 12 miglia dall’isola di Lampedusa dove, con 4 diverse imbarcazioni, sono arrivati 532 migranti. A soccorrere le imbarcazioni con donne e bambini, sono state le motovedette della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza. Tutti i migranti, dopo un primo controllo sanitario sul molo Favaloro, sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola dove sono presenti sono già 572 persone.

Salvini: “Inaccettabile, ho scritto a Draghi”

“Inaccettabile, ho scritto a Draghi” – questo il primo commento del Senatore e Leader della Lega Matteo Salvini –  “Centinaia di clandestini sbarcati in poche ore, è inaccettabile. Abbiamo scritto al presidente Draghi e ai ministeri della Salute e dell’Interno. Oltre a controllare chi arriva in aereo dai Paesi a rischio, tra Covid e varianti, è doveroso anche bloccare barchini e barconi per rispetto degli italiani, dei loro sacrifici, della loro salute, della loro sicurezza. Non si può fare nulla? Falso. Io in un anno ho ridotto dell’80% gli sbarchi e sto subendo due processi per aver difeso i confini. E con meno partenze, ci sono anche meno morti. Volere è potere”.

Altri sbarchi durante la giornata

Nel corso della giornata, altri 2 sbarci: si tratta di un barcone con 100 persone a bordo, tra cui 5 donne, e di una carretta del mare su cui viaggiavano 51 uomini.

Il miglioramento delle condizioni meteo ha favorito le partenze della Tunisia e nel giro di poche ore le autorità sull’isola hanno soccorso complessivamente 5 barconi.

La situazione non è delle migliori. Lo dimostrano anche i numeri del Viminale: ad oggi, dal primo gennaio, sono arrivati in Italia 9.013 migranti a fronte dei 3.451 dello stesso periodo del 2020. Segno di un’emergenza che, in vista dell’estate, potrebbe diventare ancora più grave e mettere maggiormente sotto pressione la macchina dell’accoglienza

 

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