Caso Ciro Grillo: nuova chiusura di indagini sullo stupro di gruppo

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La procura di Tempio Pausania ha chiuso di nuovo le indagini per il presunto stupro di gruppo contestato a Ciro Grillo, il figlio di Beppe, e a suoi tre amici. I PM hanno specificato meglio il secondo capo di imputazione ovvero quello relativo alle foto oscene con la seconda ragazza scattate mentre dormiva.

Per Ciro Grillo, figlio di Beppe Grillo,  un nuovo avviso di conclusione indagini per la presunta violenza sessuale di gruppo. Con questo passaggio la Procura di Tempio Pausania accelera sull’inchiesta e mette a disposizione degli avvocati difensori i nuovi capi di imputazione.

I Pubblico Ministero, in particolare, ha cristallizzato a tutti e 4 gli indagati lo stupro di gruppo e soltanto per tre di loro – Ciro Grillo, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria – il reato di violenza sessuale per una foto in cui oltraggiavano la seconda ragazza, R.M., mentre dormiva. Di questo episodio non risponde invece Francesco Corsiglia.

I magistrati hanno anche depositato gli interrogatori dei quattro indagati, resi nelle scorse settimane su richiesta delle difese. Adesso i legali degli indagati, ma anche quelli delle parti offese, hanno 20 giorni di tempo per chiedere eventuali interrogatori. Dopodochè, la Procura potrà chiedere il rinvio a giudizio oppure l’archiviazione. E però per la seconda volta i magistrati “chiudono” le indagini. La prima era stata lo scorso novembre, ma allora gli avvocati avevano chiesto alcune proroghe, sicché si è arrivati ad oggi.

Intanto, escono fuori altri verbali. Un racconto dettagliato, quello che ha firmato S.J., la diciannovenne italo-norvegese che accusa di essere stata violentata da Ciro e dai suoi tre amici, Edoardo CapittaFrancesco Corsiglia Vittorio Lauria.

Una deposizione agghiacciante, quella fornita il 26 luglio 2019 ai carabinieri della Compagnia Duomo di Milano: “…Mi ha preso con forza … Io mi dimenavo perché non volevo, ma non riuscivo a contrastarlo completamente perché non mi sentivo bene”.

Lui sarebbe il ventenne Corsiglia, figlio di un noto cardiologo genovese. La ragazza che dichiara lo stupro in quei giorni si trova in vacanza in Sardegna, ospitata in un B&B di Palau insieme alla sorella minore ed una amica R.M., sua coetanea milanese e compagna di scuola, difesa dall’avvocato Vinicio Nardo di Milano. Silvia, invece, in un primo momento aveva scelto un legale milanese, poi è subentrata l’ex sottosegretaria leghista Giulia Bongiorno. La sera del 16 luglio le due ragazze decidono di passare la serata in discoteca. La sorella rimane a Palau. Prima però, “In un locale sul porto abbiamo due/tre drink alcolici ciascuno”. A mezzanotte al  Billionarie le attendono degli amici, dentro l’incontro con Ciro ed i tre amici. “Sul tavolo c’erano diverse bottiglie di alcolici, da cui potersi servire… ricordo di avere consumato un bicchiere di champagne e una vodka con Redbull”.

A fine nottata, quasi all’alba, le due ragazze non trovano un taxi per tornare al B&B, i quattro genovesi si offrono per ospitarle nella villa di Grillo.  “Abbiamo chiacchierato, loro hanno fumato sigarette e bevuto, io no – ha aggiunto la ragazza presunta vittima di stupro – poi Francesco mi ha chiesto di accompagnarlo a prendere delle coperte nella camera da letto… prima mi ha baciato sulla bocca, io mi sono tirata indietro… ha preteso sesso… mi sono divincolata… sono tornata con gli altri”.

La ragazza va a dormire, però Corsiglia si sarebbe infilato sotto le lenzuola. Qui sarebbe avvenuto il primo stupro, poi l’altro sotto la doccia.

La vittima la stessa mattina cerca di parlarne con la sua amica che stava dormendo sul divano del salotto: “Mi hanno violentata.. e mi ha fatto spallucce… le dicevo di andare a casa, che mi avevano violentata, ma lei non diceva nulla”. Le due decidono di rimanere ancora un po’ per smaltire l’alcol. Poi l’amica si rimette a dormire. Dopo le 9, i tre ragazzi avrebbero costretto la presunta vittima a bere vodka ed a subire rapporti sessuali: filmando la scena e scattando foto.

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Alle 14,45 Silvia viene svegliata dall’amica, si accorge di essere nuda, dentro un letto singolo, avvolta in una coperta. Le due ragazze decidono di prendere un taxi per tornare all’alloggio. Durante il tragitto non parlano della violenza. Rimangono mute. La vittima dello stupro però l’indomani si sarebbe confidata con altre ragazze, una milanese e due norvegesi.

Intanto i genitori la raggiungono in Palau due giorni dopo. Ma lei solo una settimana dopo, il 24 luglio, a Milano avrebbe confidato tutto alla mamma. Il 26 luglio la denuncia ai carabinieri. Dunque per i ragazzi il rapporto sarebbe stato consenziente.