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“Nel vino più acqua e meno alcol”: la proposta dell’Ue scatena le proteste

Published by
Simone Cadoni

La Coldiretti ha lanciato l’allarme sulla proposta dell’Ue di abbassare la gradazione alcolica del vino con l’acqua: “A rischio l’identità del made in Italy”.

Credti: Justin Sullivan/Getty Images

“Più acqua e meno alcol per abbassare la gradazione del vino“. È questa l’ultima trovata di Bruxelles per il settore enologico dopo la recente proposta, presente sulla Comunicazione sul Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei, di introdurre etichette allarmistiche per scoraggiarne il consumo, in modalità simili a quelle dei pacchetti di sigarette.

La notizia sul vino annacquato ha subito fatto scoppiare la protesta per difendere quello che è da sempre uno dei prodotti simbolo del made in Italy agroalimentare. A fare luce sul documento al tavolo della presidenza del Consiglio dei Ministri agricoli Ue è stata la Coldiretti.

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Acqua per abbassare la gradazione alcolica del vino: Coldiretti contro la proposta dell’Ue

Secondo il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, “l’introduzione della dealcolazione parziale e totale tra le nuove pratiche enologiche rappresenta un grosso rischio ed un precedente pericolosissimo che metterebbe fortemente a rischio l’identità del vino italiano”. Al momento secondo le disposizioni europee vige il divieto a livello produttivo di aggiungere acqua al vino per garantire la sicurezza delle denominazioni d’origine del prodotto. Senza un “titolo alcolometrico minimo” infatti, il vino non può essere considerato tale.

Come evidenziato dalla Coldiretti, introducendo l’acqua tra le pratiche vinicole “verrebbe permesso di chiamare vino un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino”. Secondo l’associazione si tratterebbe di un vero e proprio “inganno legalizzato” poiché “i consumatori si ritroverebbero a pagare l’acqua come il vino”.

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Il responsabile vitivinicolo della Coldiretti, Domenico Bosco ha fatto un esempio pratico: “Un soggetto potrebbe comprare una partita di Chianti Docg certificato e poi annacquarlo nel proprio stabilimento per trasformarlo in Chianti dealcolato. Appare chiaro come un’ipotesi del genere aprirebbe vere e proprie praterie per frodi e contraffazioni”.

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