Woody Allen e le accuse di violenze sessuali: un calvario lungo 30 anni

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Woody Allen anni di nuovo al centro di una polemica sulla sua vita privata: quasi trent’anni di accuse di molestie e violenze sessuali e pedofilia.

Anche il famoso regista Woody Allen si trova travolto dall’onda del #metoo.  “Presumo che per il resto della mia vita un gran numero di persone penserà che sono stato un predatore – ha osservato il regista – Qualunque cosa dica suona egoistica e difensiva, quindi è meglio se vado a modo mio e lavoro”.

E infatti non si è mai fermato. Ha sempre girato i suoi film, molti di successo, nonostante tutto. Ha già annunciato, nelle interviste di promozione a Rifkin’s Festival, che il prossimo film sarà un nuovo Match Point: uno dei cult della sua filmografia con Scarlett Johansson.

Vicenda inizia a partire dalla relazione tra Woody Allen e Mia Farrow, nel 1980. Tredici volte insieme sul set. Farrow, attrice molto quotata soprattutto tra gli anni Settanta e Ottanta, era stata sposata con il cantante Frank Sinatra.

Il caso Woody Allen

La famiglia esplode quando Farrow, all’inizio del 1992, scopre la relazione di Allen con la figlia Soon Yi Previn, che aveva tra i 19 e i 22 anni – quando fu adottata in un orfanotrofio sudcoreano non era nota con precisione la sua data di nascita – e comunque più di trenta anni in meno rispetto al regista, 57enne. I due comunque si sposarono nel 1997, adottarono due figlie, e Soon Yi Previn non ebbe più rapporti con né con Farrow né con il padre Previn.

Cominciò così una lunga battaglia legale per l’affidamento di Moses, Dylan e Ronan, ovvero i figli adottivi che aveva riconosciuto Allen e il figlio biologico avuto dalla coppia. In questo contesto emerse l’accusa di molestia sessuale verso la piccola Dylan.

Il giudice del processo per l’affido riconobbe la mancanza di prove sufficienti a sostegno dell’accusa di Dylan ma che assegnò a Farrow la custodia dei tre figli. Decisiva la testimonianza della psicologa infantile Susan Coates che aveva giudicato “inappropriato” l’atteggiamento del regista verso la bambina.

La difesa e il ritorno delle accuse dopo 30 anni

Woody Allen ha sempre respinto le accuse. La sua tesi: Mia Farrow ha spinto la figlia Dylan a raccontare gli abusi. Convincendola. “Non penso che lo inventi, non penso che stia mentendo. Ritengo che lo creda”, ha detto.

Il caso ha attirato di nuovo l’attenzione dopo l’esplosione dello scandalo e le accuse di molestie contro il produttore cinematografico Harvey Weinstein. Allen allora ha diffuso un comunicato nel quale sosteneva che “nonostante la famiglia Farrow stia usando cinicamente l’opportunità presentatale dal movimento Time’s Up per rinnovare questa accusa screditata, essa non è più vera che in passato. Non ho mai molestato mia figlia, come tutte le indagini conclusero un quarto di secolo fa”.

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Tra i maggiori animatori del #metoo, per una sorta di plot twist, Satchel Ronan Farrow, che non ha mai avuto un buon rapporto con il padre, per il New Yorker. È stato tra i primi a raccogliere le testimonianze delle attrici contro Weinstein. E ha rispolverato le accuse contro il padre. Diversi attori hanno allontanato il regista. Piattaforme non hanno distribuito il film Un giorno di pioggia a New York. La casa editrice Hachette Book – la stessa che aveva pubblicato Catch and Kill di Ronan Farrow proprio sullo scandalo #metoo – ha rinunciato a pubblicare l’autobiografia del regista – A propos of nothing in Italia è stato pubblicato da La Nava di Teseo con il titolo A proposito di niente. Proprio il figlio giornalista avrebbe fatto pressioni sulla casa per non pubblicare le memorie del padre. Accuse e colpi bassi e stilettate incrociate si susseguono da una parte all’altra della famiglia. Ronan Farrow, quando gli viene chiesto se è figlio di Sinatra – con il quale la madre ha intrattenuto rapporti fino alla morte di “The Voice” – e non di Allen, risponde: “Può darsi”.

A inizio 2021 è uscito Allen vs Farrow, un documentario in quattro puntate diretto da Kirby Dick e Amy Ziering. Una serie girata “in gran segreto” e prodotta da HBO, che ha accordi di produzione e affari con Ronan Farrow. (clicca qui per vedere il trailer)

Allen ha replicato: “Un attacco feroce infarcito di falsità”. Come ha ribadito nella sua prima intervista in 30 anni, registrata nel luglio 2020 e pubblicata a fine marzo 2021, ai microfoni di Cbs News: “Non penso che lo inventi, non penso che stia mentendo. Ritengo che lo creda” e facendo riferimento alla sua relazione con Soon-Yi Previn che “non avrebbero dato due bimbe a una persona che ritenevano un pedofilo”.