Latina, picchiano un romeno per “sfogarsi”: 2 arresti

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Scene da “Arancia Meccanica” a Sezze, in provincia di Latina: due giovani sono stati arrestati perché accusati di aver picchiato un romeno per sfogarsi

Gli agenti di Polizia della Questura di Latina hanno tratto in arresto due giovani, un 17enne originario di Priverno e un 20enne di Sezze, in quanto accusati di aver ferocemente malmenato un uomo di nazionalità romena causandogli la frattura del cranio e un’emorragia cerebrale.

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Teatro dell’aggressione Sezze, centro in provincia di Latina, mentre è, a dir poco, scioccante e sconcertante il movente del brutale pestaggio: “Il tutto – hanno spiegato gli investigatori – è verosimilmente accaduto per la mera voglia di sfogarsi, approfittando del fatto che lo straniero si presentasse poco reattivo e in stato confusionale perché in evidente stato di ebrezza alcolica”. Il 17enne è stato condotto in un istituto penale minorile, il 20enne in carcere mentre la vittima, dopo essere stata sottoposta a delicati interventi chirurgici, non è più in pericolo di vita.

Latina, picchiano un romeno per “sfogarsi”: 2 arresti. La dinamica dell’aggressione

Le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile della Questura pontina sono scattate immediatamente dopo il ricovero presso l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina del romeno, soccorso dagli operatori del 118 dopo essere stato rinvenuto esanime in strada.  Grazie anche all’ausilio di attività di natura tecnica, le indagini hanno ricostruito la dinamica dei fatti.

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Come detto, il romeno è stato vittima di un’aggressione “per futili motivi“: il minorenne ha colpito la vittima con uno schiaffo al volto mentre il maggiorenne, boxeur a livello amatoriale, gli ha assestato un violento pugno al mento che lo ha “mandato al tappeto” facendolo cadere sul manto stradale: smentita, dunque, l’ipotesi iniziale del malore. Gli investigatori, inoltre, hanno sottolineato l’accortezza degli indagati che, dopo essere stati scoperti, si sono subito adoperati per precostituirsi un alibi oltre a censurare le difficoltà nel reperire testimoni oculari dell’accaduto, nonostante la documentata presenza di molte persone sul posto, a causa dell’atteggiamento omertoso dei concittadini dei due indagati.