Alfredino Rampi, Angelo Licheri: il dramma dell’uomo che provò a salvarlo

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40 anni fa la tragedia di Alfredino Rampi, Angelo Licheri: il dramma dell’uomo che provò a salvarlo dal pozzo di Vermicino.

(screenshot video)

Il 10 giugno 1981, l’Italia intera improvvisamente si ferma: a Vermicino, un paese al confine tra i territori di Roma e Frascati, è accaduta una tragedia che passerà dal vedersi dedicata una breve in cronaca a diventare un dramma collettivo, che ancora oggi tutti ricordiamo. Il piccolo Alfredino Rampi, sei anni appena, è caduto in un pozzo artesiano scoperto.

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Per due giorni, la Rai ebbe una copertura mediatica completa dell’evento, per la prima volta la televisione pubblica rende collettivo il dramma di una famiglia. Quell’evento, il disastro dei soccorsi che furono tardivi e inefficienti, milioni di italiani incollati davanti al televisore, quel “fatto di vita” che divenne “fatto di morte”, fanno ancora discutere.

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Il dramma di Angelo Licheri: come sta l’uomo che provò a salvare Alfredino Rampi

In quei giorni, a Vermicino arrivarono tutti, persino il presidente della Repubblica, Sandro Pertini, e affianco a quel pozzo, determinato a calarsi per provare a recuperare il bambino, arrivò anche Angelo Licheri. Di origini sarde, all’epoca era un tipografo di 36 anni. Seppe dei fatti di Vermicino l’11 giugno a mattina, da due sue colleghe, poi lesse una breve di cronaca. Al terzo giorno, scelse di andare sul posto, riuscì a trovare una scusa per avvicinare i soccorritori e infine fu lui stesso a calarsi in quel pozzo.

Il giovane uomo dell’epoca scende nel pozzo dopo Claudio Aprile ed è forse colui che più di chiunque altro arriva a salvare il bambino. Angelo Licheri, in diverse interviste, ha affermato di aver raggiunto Alfredino Rampi, di averci parlato e di aver anche tentato di trarlo in salvo, ma fu tutto inutile. Dopo vari tentativi andati a vuoto, tentò anche di prenderlo per la canottiera, ma la sua resistenza fisica era allo stremo e venne tirato su. Quell’uomo oggi ha 76 anni e non ha mai dimenticato: vive con una pensione modesta in una casa di riposo di Nettuno, ha il diabete e gli è stata amputata una gamba.