Italia-Spagna 1-1, Azzurri in finale dopo i rigori: Tabellino e Highlights

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Decisivo il quinto rigore di Jorginho. Aveva pareggiato Morata dopo il gol di Chiesa

Italia-Spagna: Tabellino e Highlights

Italia-Spagna 1-1, Cronaca, Tabellino ed Highlights

Italia-Spagna: Tabellino e Highlights

Italia-Spagna: Tabellino e Highlights – A Wembley va in scena la prima delle due semifinali degli Europei, con gli Azzurri tornati in Inghilterra per poter conquistare la finalissima di Londra. Avversaria la Spagna, che ha eliminato ai quarti la Svizzera di Vladimir Petkovic, ma solo ai calci di rigore. Sul terreno bagnato del tempio del calcio inglese (è piovuto tutto il giorno) Roberto Mancini ripropone per la sua Italia la stessa formazione vista con il Belgio, con la riconferma di Immobile come centravanti e di Chiellini in difesa, oltre che di Chiesa come attaccante largo a destra. Al posto dell’infortunato Spinazzola esordio per Emerson Palmieri, un giocatore dalle caratteristiche diverse, ma mancino puro. Per la Spagna out Morata, al quale Luis Enrique preferisce Dani Olmo, con Oyarzabal e Ferran Torres a completare il tridente d’attacco in un 4-3-3 speculare a quello italiano. La partita è viva sin da subito, con la lotta per la conquista del pallone e ritmi molto alti. Subito un’occasione per Barella, lanciato dallo stesso Emerson, ma il centrocampista dell’Inter era in fuorigioco, nonostante avesse colpito il palo lontano e mandato a vuoto l’uscita di Simon. L’Italia è però presto costretta a ripiegare, perché gli Azzurri fanno fatica a conquistare il possesso del pallone, mentre le Furie Rosse sono brave a manovrare, anche se senza far correre rischi alla retroguardia azzurra. Allo stesso modo però Chiellini e compagni devono essere attenti a non farsi schiacciare, lasciando agli iberici il pallino del gioco. In questa partita, anche psicologicamente, gli uomini del C.t. Mancini sembrano più tesi e contratti. Al 15′ arriva un’altra azione offensiva della Spagna, con Ferran Torres che riesce a dribblare Jorginho e arrivare al tiro, che però è troppo chiuso e strozzato per impensierire Donnarumma, che vede senza affanni scorrere il pallone sul fondo. Nei primi minuti una buona prestazione soprattutto di Dani Olmo, che riesce a far girare bene la squadra e a mettere i compagni nelle condizioni di concludere. Nei primi venti minuti l’Italia non sembra in grado di alzare il baricentro, né di impensierire la difesa avversaria. Serve un calcio di punizione guadagnato da Barella per poter riavvicinare gli attaccanti azzurri nell’area di rigore di Simon. Al 21′ proprio il portiere spagnolo in uscita viene anticipato da Emerson, ma poi in una serie di passaggi nei pressi della porta avversaria gli Azzurri non riescono a segnare a porta vuota, con i difensori iberici che sono stati bravi a fare muro davanti alla linea. La Spagna riesce poco dopo a riprendere il suo palleggio soporifero, anche se con qualche trama di gioco molto buona, mentre gli Azzurri rischiano di essere toppo passivi in queste circostanze. Olmo arriva al tiro da buonissima posizione, ma è Donnarumma a opporsi bene in tuffo con una parata decisiva. L’Italia sta soffrendo troppo per i suoi standard, mentre il palleggio iberico fino a questo momento non ha incontrato troppo filtro, sopratutto a centrocampo, da parte degli uomini di Mancini. A differenza della altre squadre finora affrontate dall’Italia, gli spagnoli non si stanno adattando al gioco degli Azzurri, ma fanno il proprio con coraggio, senza preoccuparsi troppo delle conseguenze, un atteggiamento che finora sta pagando. Jorginho e compagni faticano anche nella gestione del pallone, trovando molta fatica a impostare e quindi ripartire. Qualche scatto di Chiesa per impensierire i difensori avversari, ma l’Italia va a sprazzi, senza ritrovare la sua consueta continuità sul piano del gioco. Olmo riesce a conquistare un’ottima palla a centrocampo sradicandola dai piedi di Verratti, troppo distratto in questa circostanza, ma poi l’attaccante iberico tira dalla distanza scegliendo l’opzione peggiore tra quelle a disposizione, con due giocatori liberi ai lati che potevano essere serviti e involarsi verso la porta. Errore molto simile da parte di Emerson sul ribaltamento di fronte al 37′, ma in questo caso l’Azzurro cerca un fallo dal limite quando era libero a destra Chiesa, già in corsa e pronto a ricevere l’assist. La Spagna riesce però a giocare meglio, ripartendo molto velocemente in contropiede, a differenza delle partite precedenti delle Furie Rosse, ma anche al 40′ Oyarzabal, pur da buona posizione, cerca un tiro a giro con il mancino dal coefficiente di difficoltà altissimo, con Donnarumma che vede sfilare la palla lontana dallo specchio della sua porta. Il primo tempo termina così con le porte inviolate, con una migliore prestazione da parte delle Furie Rosse, mente l’Italia è apparsa più tesa e contratta, nonostante una traversa di Emerson nel finale di tempo. Tutto può comunque ancora accadere nella seconda metà di gara, magari con qualche cambio già inizio secondo tempo.

La ripresa

Almeno a inizio fazione di gioco non ci sono cambi né da parte di Mancini, né da parte di Luis Enrique. L’Italia prova a imprimere un approccio e un ritmo diverso al gioco, ma la Spagna è comunque ben messa in campo, senza farsi intimorire. Di Lorenzo è per esempio costretto a un salvataggio decisivo, perché ancora una volta la nazionale iberica era riuscita con rapidità a ribaltare il fronte. Appena ammonito, Busquets riesce però a concludere ricevendo un ottimo scarico da Oyarzabal, ma il pallone a giro termina sul fondo. Gli Azzurri reagiscono con Insigne, servito da un colpo di tacco di Immobile, che riesce a spostare il pallone sulla destra, con Chiesa che arriva al tiro, ma la traiettoria del pallone è centrale, facile preda della presa in due tempi di Simon. All’ora di gioco però l’esterno della Juventus riesce a mettersi in luce con una grande giocata, perché su contropiede è Insigne a servire molto bene Immobile, che in qualche modo, perché marcato, lascia il pallone al compagno di squadra. Di destro e a giro Chiesa supera Simon con un gol da cineteca sul palo lontano. Tutto regolare ed è vantaggio Italia, con la Spagna che è ora costretta a reagire e a rendersi più incisiva in attacco. Dopo la variazione del punteggio arrivano le sostituzioni da parte di entrambi gli allenatori. In campo Berardi al posto di Immobile per l’Italia, mentre Luis Enrique inserisce Morata al posto di Ferran Torres. Arriva l’assedio della Spagna, con Oyarzabal che riceve benissimo pallone in area, all’altezza del secondo palo, ma sbaglia malamente un’ottima occasione. Anche Dani Olmo riesce a concludere, ma la traiettoria del pallone va inesorabilmente verso il fondo, senza impensierire Donnarumma. L’Italia però rischia ora di subire troppo, mentre dovrebbe addormentare più il gioco e ripartire rapidamente in contropiede giocando di rimessa. Per gli Azzurri servono forze fresche anche a centrocampo, mentre è Berardi a inserirsi bene nell’area di rigore spagnola ricevendo il pallone da Chiesa, dopo un’altra grande giocata. Il tiro si infrange sui piedi di Simon, ma l’Italia almeno dimostra di essere viva, costringendo gli avversari a prestare attenzione, impedendo loro di gettarsi in avanti senza conseguenze. Luis Enrique vuole dare ora spazio anche a Gerard Moreno e Rodri, tentando il tutto per tutto quando mancano solo venti minuti al novantesimo. Mancini risponde con Toloi al posto di Emerson e Pessina al posto di Verratti, per ridare energie alla formazione azzurra. La Spagna cerca il pareggio, ma l’Italia sembra ora in controllo del match, rendendosi più pericolosa nei contropiedi di quanto riescano a fare gli avversari in svantaggio. Gli iberici sembrano più stanchi, mentre Berardi ha la sua occasione in area, ma il tiro è facile preda di Simon. All’80’, in un momento di difficoltà per gli spagnoli, è invece proprio Morata a tradurre in oro una triangolazione rapida e a trasformare la sua prima occasione utile in un gol importantissimo che vale il pareggio. Gli Azzurri sembrano improvvisamente in balia degli avversari, ma pur con molte difficoltà riescono a tenere e a evitare di subire la rimonta. Se per la spagna entra Marcos Llorente, Mancini sceglie di inserire anche Locatelli e Belotti, nella speranza di ridare un equilibrio alla sua formazione. I minuti di recupero assegnati dall’arbitro Felix Brych sono tre, ma non basteranno per cambiare ulteriormente il punteggio di una partita tesa e combattuta. Saranno così i tempi supplementari a decidere quale sarà la prima finalista ed eventualmente i calci di rigore.

Tempi supplementari

La prima metà dei tempi addizionali è la prova di una fase della partita che vede l’Italia in grave difficoltà, soprattutto fisica, mentre la Spagna riesce a spaccare in due la partita con Dani Olmo, che continua a giocare un’ottima partita , nonostante il sopraggiungere della fatica. La nazionale iberica ha due occasioni, ma in un modo o nell’altro la difesa di Donnarumma riesce a fare muro e a negare agli avversari il gol del 2-1. Al mini intervallo tra i due supplementari Luis Enrique inserisce Thiago Alcantara al posto di Busquets, mentre Chiesa, stremato e con i crampi, prova a tenere, nonostante a bordo campo sia già pronto Bernardeschi. I calcoli di Mancini rientrano anche nell’eventualità dei calci di rigore, ma sono ancora 15 i minuti da giocare prima dei penalty. Al 107′ l’autore del gol azzurro lascia però il campo per il suo collega juventino, con Bernardeschi che ha ora l’opportunità di far vedere le sue qualità nella corsa con il suo debutto in questo Europeo. Berardi ci riprova, per ben due volte, ma se prima viene murato, poi l’attaccante del Sassuolo segna, ma la sua rete viene annullata per fuorigioco. La Spagna però torna a spingere, con l’Italia brava a difendersi, ma ora gli Azzurri sembrano quasi sperare nei calci di rigore, nonostante gli uomini di Mancini abbiano mancato l’ultimo passaggio per Berardi, nel’arco di una circostanza che poteva far involare l’attaccante del Sassuolo da solo davanti a Simon. Gli Azzurri nel secondo tempo supplementare sono però riusciti a tenere meglio difensivamente, di fronte agli assalti degli spagnoli. Saranno ora i calci di rigore a decidere la prima finalista.

Calci di rigore                  

L’Italia inizia e il primo rigorista è Locatelli. Traiettoria non angolatissima alla destra di Simon e il portiere spagnolo para. Per la Spagna c’è Dani Olmo, ma anche lui sbaglia, calciando alto, senza che Donnarumma debba parare il tiro. Il secondo rigorista azzurro è Belotti, che insacca senza problemi calciando forte sull’angolino basso. Al rigore segnato dagli Azzurri risponde d’esperienza Gerard Moreno, con una traiettoria molto difficile per Donnarumma. Bonucci mette a segno il suo tiro dal dischetto, spiazzando Simon, mentre Thiago Alcantara riesce a fare altrettanto. Anche Bernardeschi in gol, con un ottimo rigore sotto all’incrocio dei pali, ma il corrispettivo rigorista spagnolo, proprio Alvaro Morata, sbaglia il suo, con un ottimo Donnarumma che intuisce benissimo la traiettoria. Il rigore decisivo è di Jorginho, che non sbaglia, regalando alla Nazionale di Mancini l’accesso in finale. Un passaggio del turno che vale tantissimo soprattutto per la sofferenza e per la capacità di resistere, anche nei momenti più duri. Ora nella partita più importante gli Azzurri attendono solo la vincente tra Inghilterra e Danimarca.

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Italia-Spagna: Tabellino e Highlights

Reti: Chiesa 60′, Morata 80′

Italia (4-3-3): Donnarumma, Emerson (Toloi 74′), Chiellini, Bonucci, Di Lorenzo, Verratti (Pessina 74′), Jorginho, Barella (Locatelli 85′), Insigne (Belotti 85′), Chiesa (Bernardeschi 107′), Immobile (Berardi 62′).
Allenatore: Roberto Mancini

Spagna (4-3-3): Simon, Jordi Alba, Laporte, Garcia (Pau Torres 109′), Azpilicueta (Llorente 85′), Pedri, Busquets (Thiago 106′), Koke (Rodri 70′), Oyarzabal (Gerard Moreno 70′), Ferran Torres (Morata 62′), Dani Olmo.
Allenatore: Luis Enrique

Arbitro: Felix Brych

Ammoniti: Busquets, Toloi, Bonucci

Espulsi: –

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