Riscaldamento globale, Onu: “Mai così veloce, colpa dell’uomo”

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Riscaldamento globale, ennesimo allarme: “L’Europa sarà sempre più calda”. Negli ultimi dieci anni grande accelerazione

Riscaldamento globale
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Allarmi inascoltati, campagne di sensibilizzazione che purtroppo non hanno trovato un giusto riscontro: da anni sentiamo parlare del gravissimo problema del surriscaldamento del pianeta e oltre a qualche sparuto gruppo di veri e sensibili ambientalisti, la situazione è peggiorata.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Onu e dell’Ipcc, l’International Panel on Climate Change, tutti gli indicatori osservati – l’atmosfera, gli oceani e i ghiacciai – stanno cambiando a un velocità inedita degli ultimi due secoli. Non è mai successo che il livello del mare salisse così tanto e che ci fosse una quantità elevata di questo intensità di gas serra.

La colpa di tutto ciò, ovviamente, va imputata solo all’uomo che sta inquinando con le sue attività e che ha portato la temperatura media globale del pianeta nel decennio 2011-2020 a 1,09 °C superiore a quella del periodo 1850-1900. I livelli di concentrazione di gas serra, principalmente CO2 e metano, hanno raggiunti livelli mai riscontrati negli ultimi 800mila anni.

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Riscaldamento globale, nei ultimi 2mila anni mai visti numeri del genere

riscaldamento globale, raddoppiata la quantità di calore immagazzinata dalla terra
Credit: Mario Tama/Getty Images

“È ormai accertato che le attività dell’uomo hanno causato il riscaldamento del clima”, spiega Sandro Fuzzi, ricercatore dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche che è stato tra gli autori del sesto Rapporto Ipcc.

La crescita della temperatura è stata tale che negli ultimi 2mila anni non è mai stata riscontrato qualcosa del genere. Negli ultimi dieci anni il livello dell’acqua è salito di ben 20 cm e nell’ultimo decennio più del doppio rispetto al secolo precedente.

Alcune conseguenze sono ormai irreversibili in particolare per l’oceano, “il ghiaccio marino artico e il livello del mare, che continuerà a salire nel corso del 21esimo secolo”. Il futuro prevede un’Europa sempre più calda e siccitosa. Una situazione a dir poco allarmante ma che sembra avere poco peso nelle agende politiche.

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La pandemia ha permesso di condurre esperimenti sull’ambiente prima impensabili perché il lockdown ha bloccato molte attività e c’è stata una riduzione delle emissioni inquinanti. Ciò però non ha avuto effetti sulla concentrazione di CO2 in atmosfera e conseguentemente non è migliorata la situazione delle temperature sul pianeta.