Federica Mangiapelo: lo zio Massimo tiene viva la memoria

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Federica Mangiapelo aveva soli 17 anni quando nel 2012 fu uccisa a Bracciano: assassino condannato ma con delle polemiche

Federica Mangiapelo
Federica Mangiapelo (foto Facebook)

La storia di Federica Mangiapelo assomiglia a quella di tante altre. Una adolescente con un fidanzato che voleva lasciare e una morte atroce. Il 1 novembre del 2012 il suo corpo fu trovato in riva al Lago di Bracciano in località Vigna di Valle ad Anguillara Sabazia: inizialmente si pensò a una fatalità, qualche bicchiere di troppo per la festa di Halloween poi l’annegamento.

I genitori però non hanno mai creduto a questa versione e alla fine, secondo le indagini della magistratura, hanno avuto ragione. Hanno sempre accusato Marco Di Muro come responsabile del delitto, il fidanzato.

L’accusa la mosse anche la Procura della Repubblica e alla fine arrivò la condanna a 14 anni di carcere. Una pena scontata grazie al rito abbreviato. La sentenza infatti suscitò polemiche e tra gli scontenti ci fu la mamma, Rossella, che ha visto la pena dell’assassino del figlio ridotta di sette anni in Cassazione che nel 2017 confermò la condanna di 14 in Appello, dove ci fu già una riduzione di 4 anni (18 anni in primo grado): “Non la digerisco”, disse la donna.

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Massimo Mangiapelo, autore de La ragazza del lago

Massimo Mangiapelo con il libro (foto Facebook)

A portare avanti la memoria del fatto è Massimo Mangiapelo, zio della vittima e giornalista con una lunga carriera alle spalle. Veicolo principale per ricordare quanto è accaduto è il suo libro La ragazza del lago, uscito nel 2015.

Come i fatti di cronaca più rilevanti anche l’omicidio di Federica fu trattato dai mass media e la faccenda ha dato modo allo zio, che nella comunicazione lavora, di mettere in dubbio la serietà di alcuni aspetti del mondo dell’informazione.

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Nel testo, infatti, oltre a ricostruire la vicenda scritta in stampato, c’è una parte in corsivo dove l’autore ha espresso le proprie sensazioni sul fatto, una sorta di autobiografia del dolore.