Asia Pellizzari, la campionessa di tiro con l’arco paralimpico a Tokyo 2020

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Asia Pellizzari, ha un motto davvero importante e profondo, “non è forte chi non cade, ma chi cadendo riesce a rialzarsi”, con queste parole la campionessa si rivolge a tutte le sfide giornaliere.

Asia Pellizzari, chi è la campionessa italiana di tiro con l'arco paralimpico (Foto dal web)
Asia Pellizzari, chi è la campionessa italiana di tiro con l’arco paralimpico (Foto dal web)

L’atleta è una della arciere azzurre che gareggiano nel tiro con l’arco paralimpico, nella specialità Compound, il suo unico obiettivo nelle Paralimpiadi di Tokyo 2020 è quello di riuscire a vincere una medaglia.

La campionessa di tiro con l’arco nasce a Riva del Garda il 20 Ottobre 2011, a circa 11 mesi subisceun incidente d’auto con la sua famiglia, avrà una tetraplegia, con la lesione delle vertebre C7-T1 trasversali.

Questo le provocherà una completa compromissione degli arti superiori, e soprattutto della sua mano destra. Questo non ha fermato il suo amore per la vita, il suo esser vista da ragazzi e ragazze come lei la fa sentire sé stessa.

Infatti ha sempre dichiarato che la carrozzina per lei è un simbolo di libertà, il quale le permette di essere indipendente e autonoma di sé stessa. Nel momento in cui è cresciuta, l’atleta ha cominciato a praticare sport, il tiro con l’arco è stato amore a prima vista, proprio perché il suo fisiatra le ha proposto di rafforzare le spalle con questa disciplina.

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Asia Pellizzari, comincia a tirare con l’arco solo per riuscire a rafforzare le spalle

Dal momento in cui ha scoccato la sua prima freccia, l’atleta azzurra ha riuscito a raggiungere diversi obiettivi, i quali erano impensabili in quel momento.

La sua concentrazione, la sua precisione e la sua passione le hanno permesso di essere la campionessa che è oggi. La ragazza si è sempre mostrata solare e determinata su ogni sua situazione.

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I suoi genitori sono Carla e Giovanni Pellizzari, i quali la vedono come una ragazza serena e felice di sé stessa. Inoltre sostengono che il limite viene imposto dalla società e da noi stessi, ma nonostante tutto le difficoltà si possono superare insieme.

Mentre con il suo coach, Ezio Luvisetto l’atleta ha instaurato un rapporto d’amicizia tale di stima e molto rispetto, il quale continua ad essere sempre lo stesso rapporto lavorativo di prima con un legame più saldo e sincero nel tempo, senza ostacoli o fraintendimenti.