Dramma in Ruanda, il popolare rapper Jay Polly morto a 33 anni subito dopo l’arresto: si tratta del secondo caso simile.
Un popolare rapper ruandese noto come Jay Polly è morto in carcere, hanno riferito funzionari e media, è il secondo musicista detenuto a morire in circostanze misteriose in meno di due anni. Polly, il cui vero nome era Joshua Tuyishime, era trattenuto con l’accusa di droga e aveva appena scoperto che sarebbe stato processato a dicembre. La scorsa notte, è stato trasportato in ospedale.
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“Era in cattive condizioni e non rispondeva. I medici hanno cercato di rianimarlo ma sfortunatamente è morto poco dopo”, ha detto un funzionario del carcere dopo il suo decesso. Poi ha aggiunto: “La causa della morte non è qualcosa su cui voglio speculare. Lo sapremo dopo l’autopsia”. Il musicista è stato arrestato nella sua casa ad aprile per aver ospitato una festa in violazione delle normative Covid. Si trattò di un arresto che fece molto discutere, per il modo spettacolare in cui venne effettuato.
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La polizia ha detto che Tuyishime e altri imputati sono stati trovati a bere e in possesso di marijuana e falsi certificati Covid negativi. Aveva negato le accuse, ma le richieste di cauzione sono state respinte. Le feste sono severamente vietate in Ruanda a causa della pandemia di coronavirus e migliaia di persone sono state detenute per aver infranto le restrizioni volte a frenare la diffusione della malattia.
Alcuni sono stati costretti a passare la notte negli stadi all’aperto e ad ascoltare le linee guida Covid-19 sugli altoparlanti, mentre altri sono stati trattenuti per settimane in strutture di detenzione. Jay Polly era molto noto in Ruanda: su Twitter viene descritto come “un’icona culturale che ha contribuito così tanto alla nostra musica”. Nel febbraio dello scorso anno, Kizito Mihigo, la cui musica era stata bandita dal regime del presidente Paul Kagame, è stato trovato morto nella sua cella, pochi giorni dopo essere stato arrestato mentre cercava di fuggire dal paese.
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