Jessica Faoro, uccisa a Milano: ecco che fine ha fatto il suo assassino

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Omicidio Jessica Faoro, “la furia dell’assassino scaturì da rifiuto di prestazioni sessuali”. Ecco chi è l’omicida e la pena che ha ricevuto.

Jessica Faoro, è stata uccisa nella notte tra il 6 e il 7 febbraio del 2018 con 85 coltellate da parte del suo ex ragazzo, un tranviere di Milano di nome Alessandro Garlaschi. La storia è ritornata in auge quest’estate perchè il 7 giugno scorso il giudice ha confermato la condanna all’ergastolo per l’uomo accusato di averla assassinata. Dunque è stato rigettato il ricorso contro la sentenza d’appello, con la Corte di Cassazione.

Probabilmente l’indulgenza del giudice è data anche dal modo crudele in cui il killer ha ucciso la sua vittima. La donna infatti è stata preda della furia omicida di Alessandro Garlaschi, del quale era ospite a casa sua e che poi cercò di bruciare il cadavere della ragazza perché avrebbe rifiutato le sue avance sessuali. L’uomo le aveva già fatto delle avance in passato e lei aveva chiamato i carabinieri, ma non lo aveva denunciato. Quella notte lo respinse ancora. E andò come tutti sanno.

Il 41enne era stato condannato alla massima pena sia in primo grado che in appello, ma l’uomo ha cercato l’anno scorso di tentare ancora la strada della Cassazione. Tuttavia, Eliana Capizzi, dall’avvocato della madre di Jessica ha dichiarato inaccettabile il ricorso presentato dall’imputato. Il legale della madre della vittima si è detto soddisfatto per la decisione della Cassazione di confermare l’ergastolo nei confronti dell’assassino di Jessica Faoro Alessandro Garlaschi ritrovando finalmente la giustizia per la morte di Jessica.

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L’efferato omicidio al tempo dell’accaduto ha sconvolto nel 2018 l’opinione pubblica, tanto che la Corte d’assise d’Appello scrisse che si era trattato di un’atroce morte“, che fu “indirettamente agevolata dalla condizione di abbandono, di solitudine e dal venir meno di ogni tutelante sostegno emotivo che ha scandito e caratterizzato la sua breve esistenza in vita”. Finalmente termina l’ennesimo caso di femminicidio.