Referendum Cannabis: boom di adesioni in meno di una settimana

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Il referendum sulla cannabis è stato lanciato una settimana fa con l’obiettivo di raggiungere le 500mila firme necessarie in 20 giorni e, nonostante qualche scetticismo, in pochissimo tempo sono stati raggiunti i risultati desiderati.

Referendum cannabis screenshot
referendumcannabis.it

La campagna è stata lanciata sabato 11 settembre, alle ore 17.00. Il segretario Massimiliano Iervolino e la tesoriera Giulia Crivellini dei Radicali hanno dichiarato che, dopo aver assistito al successo del referendum sull’eutanasia legale, hanno realizzato che ci troviamo nel momento giusto per “proporre la strada antiproibizionista”.

Non si sono sbagliati e il referendum è riuscito ad ottenere un boom di adesioni: sono state superate le 500mila firme in una settimana, con l’appoggio soprattutto degli under 25, che hanno rappresentato la metà dei votanti.

Il Referendum Cannabis è promosso, oltre che dal partito dei Radicali, dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e dai partiti +Europa e Possibile.

Referendum Cannabis: 500mila firme in una settimana

Emma Bonino
Emma Bonino/Twitter

Ciò che viene chiesto dal referendum è l’abrogazione di una parte del Testo unico sulle droghe: in questo modo si potrebbe intervenire sia sul piano della rilevanza penale sia sul piano delle sanzioni amministrative e si andrebbe a permettere la coltivazione autonoma delle cannabis ad uso personale.

Con il raggiungimento delle 500mila firme è stata raggiunta la cifra limite che lo porterà al voto nella primavera del 2022.

I promotori del referendum lo hanno definito un “risultato straordinario”, vista la velocità delle adesioni e per le modalità con cui si sta svolgendo: si tratta della prima raccolta firme avvenuta esclusivamente online in Italia, sul sito referendumcannabis.it.

Gli organizzatori hanno invitato i cittadini a proseguire con le firme, in modo da ottenere un altro 15% di firme in più per sicurezza, prima della consegna in Cassazione, che deve avvenire entro il 30 settembre.

Il centrodestra sta rispondendo negativamente all’iniziativa: secondo Gasparri, Salvini e Meloni ci sono temi più importanti che andrebbero affrontati prima. In relazione a ciò, la senatrice Emma Bonino si è recentemente espressa mentre si trovava al gazebo per la raccolta delle firme in piazza del Pantheon a Roma. Bonino ha affermato che lei e gli altri promotori del referendum, nonostante i “turbamenti” dei partiti politici avversi, vedono la grande “risposta popolare” da parte dei cittadini.