Giacomo Sartori: continuano le indagini, il mistero s’infittisce

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Giacomo Sartori: proseguono le indagini per il 30enne scomparso venerdì scorso e ritrovato morto ieri, 24 settembre. Non si hanno ancora certezze riguardo la dinamica dei fatti, oggi verrà fatta l’autopsia sul corpo per cercare di trovare altri indizi.

Cascina Caiella

Continuano le indagini per il caso di Giacomo Sartori. Sparito a Milano la scorsa settimana, venerdì 17 settembre, è stato ritrovato senza vita ieri, venerdì 24 settembre – a distanza di una settimana. Sono stati i carabinieri a ritrovare il suo corpo in una cascina a Casorate Primo, in provincia di Pavia.

Ora si sta cercando di chiarire le cause della sua morte e, per il momento, non viene escluso nulla. Infatti era stata valutata anche l’ipotesi di suicidio, vista la posizione del corpo di Giacomo, che attorno al collo aveva una catena con un filo elettrico. In ogni caso, i detective del nucleo investigativo dei carabinieri di Milano stanno aspettando di avere i risultati dell’autopsia prima di esprimersi.

Giacomo Sartori: si era allontanato per cercare i ladri dello zaino?

Giacomo Sartori

Il 30enne, nell’ultimo avvistamento, era con i suoi amici in un’enoteca a Porta Venezia, dalla quale si è allontanato dopo che gli era stato rubato lo zaino con documenti, portafogli e computer.

Il corpo del ragazzo è stato trovato a circa 200 metri dalla sua auto, sul ramo di un albero. A terra sono stati trovati il cellulare e le chiavi dell’automobile. Non sono stati segnalati segni di violenza sul corpo e oggi si terrà l’autopsia a Pavia.

I carabinieri stanno cercando di capire per quale motivo il ragazzo si sia diretto verso Pavia, una zona che in base alle fonti non avrebbe mai frequentato prima: forse era alla ricerca dei ladri del suo zaino.

Gli amici di Giacomo che lo hanno visto per l’ultima volta nel locale a Porta Venezia hanno dichiarato che, prima di andare via, il ragazzo era visibilmente preoccupato ma non aveva pronunciato niente di allarmante secondo loro.

I genitori e gli amici hanno descritto Giacomo come un ragazzo tranquillo, che non avrebbe ragioni per suicidarsi.

Secondo alcune ipotesi, Giacomo avrebbe potuto usare il suo smartphone per seguire il segnale di tracciamento di uno dei dispositivi nel suo zaino.

Anche le telecamere di sorveglianza nel cimitero di Motta Visconti hanno ripreso Giacomo mentre stava girando nel piazzale e sembrava essere impegnato in una ricerca. Inoltre, risulta esserci un’ultima traccia lasciato dal ragazzo prima del ritrovamento della sua auto (avvenuto mercoledì 22 settembre): un invio di dati da parte del suo cellulare. Intorno alle ore 2.30 il suo cellulare si è collegato alla cella telefonica del paese. Il tabulato segnala un picco di traffico, che potrebbe essere stato provocato da una ricerca, dall’utilizzo del navigatore o da una chiamata attraverso WhatsApp.