Inchiesta “Lobby Nera”: interrogato il giornalista che ha denunciato tutto

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Sul sito Fanpage.it è stata recentemente diffusa un’inchiesta, intitolata “Lobby Nera”, riguardo i legami tra la destra italiana e gli ambienti neofasciti. Riferimenti al fascismo, battute razziste e sessiste sono solo alcune uscite mostrate dal video. Al momento, i pm stanno indagando per finanziamenti illeciti e riciclaggio.

Carlo Fidanza screenshot

In questi giorni è stata pubblicata da Fanpage.it un’inchiesta dal nome “Lobby Nera” in cui si affronta il tema dei legami tra i partiti di destra e gli ambienti neofascisti.

Un giornalista di Fanpage si è infiltrato per tre anni nella lobby nera facendo finta di essere un imprenditore e registrando di nascosto i discorsi dei coinvolti.

Ora i pm di Milano hanno dato il via alle indagini e sono stati iscritti nel registro degli indagati Carlo Fidanza, europarlamentare di Fratelli d’Italia che al momento si è autosospeso dagli incarichi di partito, e Roberto Jonghi Lavarini, soprannominato il Barone Nero.

“Lobby Nera”: un’inchiesta durata tre anni tra i sostenitori della destra

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FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images

In seguito a ciò che è stato rivelato dal video dell’inchiesta, Fidanza e il Barone Nero Jonghi Lavarini – il quale nel corso degli anni è stato membro di partiti della destra post-fascista o neofascista – sono indagati per finanziamento illecito ai partiti e riciclaggio.

In questi giorni la Guardia di finanza ha eseguito una perquisizione nell’abitazione del Barone Nero, che già nel 2020 ha ricevuto una condanna in primo grado, accusato di apologia del fascismo per via delle sue dichiarazioni durante una trasmissione televisiva.

I magistrati stanno indagando sui versamenti irregolari per la campagna elettorale di Fratelli d’Italia e i pm hanno interrogato come teste il giornalista di Fanpage che, per tre anni, si è infiltrato nella lobby nera come finto imprenditore per la realizzazione del servizio.

In 4 ore, il giornalista ha elencato i personaggi legati al Barone Nero: lo stesso Jonghi Lavarini aveva presentato Fidanza al cronista, il quale gli avrebbe proposto di contribuire alla campagna elettorale di Chiara Valcepina – neoconsigliera comunale milanese, all’epoca candidata di FdI – tramite versamenti sul conto corrente o, se più comodo, pagamenti in nero.

Nel video è possibile vedere Jonghi Lavarini e Fidanza mentre parlano di un meccanismo di “lavatrici”, con l’obiettivo di ripulire i finanziamenti alla campagna elettorale del centrodestra che sono stati versati in nero.

Durante la conferenza stampa post elezioni svolta a Roma insieme a Enrico Michetti,  Giorgia Meloni, la presidente di Fratelli d’Italia, si è espressa riguardo l’inchiesta, dicendo di voler ricevere le “cento ore di girato” e che non dichiarerà nulla fino a quel momento.

Meloni, in seguito, ha puntualizzato che nel partito “non c’è spazio né per la disonestà eventuale, né per atteggiamenti che non siano chiari su temi come razzismo, antisemitismo, nostalgismo, folkrorismo”, sostenendo che si tratta di fake news.