Martina Rossi, condanne confermate: fu tentativo di stupro

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Dopo dieci anni si è chiuso il caso di Martina Rossi, la ventenne genovese che in Spagna cadde dal balcone per fuggire alla violenza di due giovani

Martina Rossi

Dice di essere triste perché sua figlia Martina non c’è più ma anche soddisfatto perché è stata fatta giustizia. Il papà di Martina Rossi, Bruno, parla dopo la sentenza della Cassazione che dopo dieci lunghissimi anni mette la parola fine confermando le condanne a 3 anni di carcere per Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi.

“Nessuno deve far del male a una donna e passarla liscia”, ha proseguito il papà. Luca Fanfani, l’avvocato della famiglia, chiede invece le scuse della Spagna che aveva archiviato il caso come suicidio.

Era la notte del 3 agosto 2011 quando in un hotel a Palma de Maiorca i due provarono a stuprare Martina che per fuggire scavalcò la ringhiera del balcone della sua camera, per raggiungere quello adiacente, ma non ci riuscì e cadde.

La polizia spagnola archiviò il caso come suicidio ma i Pm italiani non hanno mai creduto a queste tesi e hanno indagato, fino alla condanna finale arrivata ieri.

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Caso Martina Rossi, dalle assoluzioni alla condanna definitiva

Martina Rossi
(Web)

I due ragazzi della provincia di Arezzo, oggi trentenni, erano stati condannati a 6 anni in primo grado. Il 9 giugno del 2020 erano stati assolti “perché il fatto non sussiste” dalla Corte d’appello di Firenze, sostenitrice anch’essa della tesi del suicidio. Ma la Cassazione aveva riaperto il caso rilevando errori e sottovalutazioni in quella decisione, e così ha fatto disporre un nuovo processo che ha portato alla condanna a Firenze a 3 anni nell’aprile scorso e ieri la conferma definitiva.

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Tante donne ieri hanno manifestato all’esterno della Cassazione e della Corte di Firenze chiedendo che l’accusa non cadesse in prescrizione come già successo per un’altra imputazione: nel 2018 i due erano stati salvati dall’accusa di aver provocato la morte nel tentativo di compiere un altro reato, appunto lo stupro, per l’intervento della prescrizione.