In Cina 2 milioni di sfollati a causa delle inondazioni

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La Cina sta attraversando un difficile momento, spinto in parte dalla crisi energetica e dall’altra della catastrofi naturali che si sono abbattute su alcune provincie. Quasi due milioni di persone sono rimaste sfollate nella provincia dello Shanxi, dopo le inondazioni provocate dalle piogge estreme. 

(Photo by Getty Images)

Quasi 2 milioni di persone, come riporta la CNN, 1,76 milioni di persone, sono rimaste senza un tetto a causa delle inondazioni che hanno colpito in particolar modo la provincia settentrionale dello Shanxi, in Cina. A riferirlo sono stati i media locali cinesi che hanno evidenziato come le piogge abbiano provocato il crollo di molte case e frane in tutta la provincia. La piogge sono iniziate la scorsa settimana e hanno messo in ginocchio la provincia e gli abitanti.

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I distretti colpiti sono stati più di 70, come racconta la CNN, spiegando che, i media locali hanno descritto la difficolta per i soccorsi di operare, a causa delle forti piogge e dell’instabilità provocata delle alluvioni. Soli tre mesi fa, a causa di una simile catastrofe, la provincia di Henan aveva registrato oltre 300 morti. Un’altra questione è quella degli importati luoghi di valore storico che la provincia dello Shanxi ospita. Secondo al CNN, anche questi monumenti sarebbero al momento messi a rischio dalle pesanti piogge.

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La CNN spiega che secondo quanto riportato dalle autorità locali, 17.000 case sono crollate in tutta la provincia dello Shanxi e che 120mila persone sono state invece trasferite in altri alloggi. Sembrerebbe anche che, durante una frana, quattro agenti hanno perso la vita, anche se il Global Times non ha rilasciato ulteriori dettagli. Basti pensare che nella capitale provinciale dello Shanxi, Taiyuan, le precipitazioni sono state misurate in media di 185,6mm. Inoltre, la crisi energetica della Cina potrebbe risentire il colpo, visto che lo Shanxi figura come una delle più importanti province produttrici di carbone. Le miniere della provincia dovranno rimanere chiuse e queste provocherà ulteriori rallentamenti nella produzione di energia.