Macerata, rivelazioni sul sequestro del turista inglese: è stata una farsa?

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Si è diffusa in questi giorni la notizia del rapimento di Patrick Sam Kourosh Demilecamps, turista inglese che è stato liberato dai carabinieri a Macerata. La rivelazione di uno degli arrestati potrebbe, però, ribaltare tutta la vicenda.

Patrick Sam Kourosh Demilecamps è il nome del turista di 25 anni che due giorni fa è stato liberato a Monte San Giusto (Macerata) grazie ad un blitz dei carabinieri. In base alla versione dei fatti, il giovane sarebbe stato sequestrato da un gruppo composto da tre ragazzi ed una ragazza, che sono stato arrestati con l’accusa di reato per sequestro di persona a scopo di estorsione.

Carabinieri
Carabinieri (Pixabay)

La vicenda, però, potrebbe essere ribaltata dalla dichiarazione di uno degli arrestati: Rubens Beliga Gnaga ha, infatti, dichiarato che non c’è stato nessun rapimento e che si sarebbe trattato di una finzione, organizzata perché Demilecamps voleva farsi spedire 7.000 euro dai genitori per poter pagare un debito.

Macerata: il sequestro di Demilecamps  per 7.000 euro

In seguito al blitz dei carabinieri, sono stati convalidati gli arresti e sono stati disposti i domiciliari per i membri del gruppo accusato del sequestro di Patrick Sam Kourosh Demilecamps. Rubens Beliga Gnaga (18 anni), Dona Conte (22 anni), Ahmed Rajraji (21 anni) avranno il braccialetto elettronico, mentre Aida Carpani (21 anni) sarà senza braccialetto. Carpani e Conte sono fidanzati ed hanno dichiarato di non esser stati coinvolti nella vicenda, Rajraji si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Sequestro turista inglese screenshot

Gnaga è stato l’unico a fornire una ricostruzione dei fatti ed ha affermato che si è trattato di una messa in scena. Gnaga ha dichiarato di aver prestato 7.000 euro a Demilecamps, il quale gli avrebbe poi proposto di simulare il suo sequestro per farsi spedire i soldi dalla famiglia. Demilecamps avrebbe, quindi, pianificato tutto e si sarebbe anche fatto fotografare con le manette ai polsi con l’intento di essere più convincente agli occhi dei genitori.

Il racconto di Gnaga è in contrasto con quanto detto da Demilecamps: il giovane ha dichiarato ai carabinieri di aver passato otto giorni rinchiuso in un appartamento di Monte San Giusto e di esser stato maltrattato e lasciato a digiuno.

Demilecamps avrebbe poi avuto la possibilità di chiamare i genitori per la richiesta dei soldi, riuscendo a chiedere aiuto. La sua famiglia, successivamente, ha contattato la NCA (National Crime Agency) del Regno Unito e da quel momento è iniziata una collaborazione internazionale con i carabinieri del ROS (Raggruppamento Operativo Speciale), del reparto operativo di Macerata e della stazione di Monte San Giusto.

Dopo 36 ore di indagine, i carabinieri hanno trovato l’appartamento in via Carducci ed hanno fatto irruzione al suo interno: Demilecamps è stato trovato ammanettato in una stanza buia, nella quale erano stati spostati dei mobili davanti alle finestre. Il ragazzo era scalzo ed affaticato ed il suo ritrovamento sembra in contrasto con il racconto di Gnaga in cui sarebbe complite dei rapitori.

Ora bisognerà accertare quale sia la vicenda effettiva e quali siano stati i ruoli dei ragazzi e della ragazza che sono stati arrestati, i quali avevano conosciuto il turista 25enne nel corso dell’estate.